Libri che passione! “Bianca come il latte rossa come il sangue”

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Sono letteralmente anni che ho Bianca come il latte Rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia nella mia libreria.

Uno di quegli acquisti impulsivi su Amazon che facevo prima di capire che io non sono una da bestseller o blockbuster: se di un libro o di un film parlano tutti, vigliacco che io li degni di uno sguardo per secoli.

Ma in questo periodo si sono verificate alcune condizioni favorevoli per terminare la pila (credo interminabile) di libri non letti che ho sugli scaffali.

Quali sono state queste condizioni? Eccole:

  • Non so più dove tenere i libri cartacei, quindi sto donando alla nostra biblioteca comunale (che a sua volta dona quel che non tiene alla biblioteca dell’ospedale cittadino) ergo ho deciso di terminare tutto quello che non ho manco aperto per decidere cosa farne
  • Ultimamente ho speso cifre inenarrabili in libri (sì, riesco a spendere cifre scandalose anche con le offerte di Amazon Kindle) e a un certo mi sono data della scema perché compro compro ma poi non riesco fisicamente a stare al passo con quel che mi metto in casa, dunque…stop! Ora si termina e al massimo si prende in prestito dalla biblioteca (che noi abbiamo anche in versione digitale, quindi posso perfino scaricarmi gli ebook!).

Insomma, era ora e ho sfoderato questo volume dal titolo che mi intrippava un sacco.

La trama

Il libro è scritto come il diario di Leonardo, detto Leo, un sedicenne che frequenta il liceo classico e si barcamena fra le tipiche crisi di un’adolescenza disillusa e un po’ superficiale dietro cui, però, si nascondo i pensieri profondi di tutta l’adolescenza.

Leo ha un “problema”: è innamoratissimo di una compagna di scuola di un anno più grande, Beatrice, e dei suoi capelli rossi, dei suoi occhi verdi e della sua pelle di luna.

Cerca in ogni modo di farsi notare, anche grazie all’aiuto di Silvia, la sua migliore amica, ma per un motivo o per l’altro non ce la fa mai.

Questo finché non arriva una tragica notizia: Beatrice ha la leucemia e le uniche speranze sono trasfusioni di sangue e il trapianto.

Leo decide di donarle il suo sangue e di scriverle poi una lettera, ma mentre gliela porta a casa…

Bon, basta se no faccio spoiler 😆

La recensione

Ho amato moltissimo lo stile con cui è impostato il libro: un diario vero e proprio con brevi capitoli propriuo come le annotazioni di un diario, anche se senza data.

La scrittura è contemporaneamente asciutta e involuta come sono i pensieri degli adolescenti e i personaggi sono belli tondi, approfonditi, ricchi e fai il tifo per loro dal primo minuto.

Quello è che mi è piaciuto di più, oltre alla profonda emozione che mi ha generato, è che i ragazzi sono veri, ritratti in modo reale e senza idealizzazioni o demonizzazioni. Sono cazzari, a volte superficiali (chi più chi meno), ma anche profondi, ricchi di pensieri tosti, grandi, che a volte gli fanno anche paura.

Per questo penso che debba leggerlo ogni genitore di adolescente e ogni adolescente. I primi per ricordarsi che il cervello adolescenziale non è il deserto del Gobi e i secondi per capire di non essere soli in tutto quel casino che hanno in testa.

Tu hai letto questo libro? Cosa ne pensi? Quali altri libri di D’Avenia mi consigli?

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