Sono e sarò sempre quella che vuole cambiare il mondo

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Stamattina mi sono svegliata prestissimo: erano le cinque e dopo sette ore e mezzo di sonno filato avevo gli occhi spalancati.

Mi sono messa a leggere Big Magic: vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa, ho creato la lista dei regali di Natale su Amazon, e mentre la testa vagava sulle ultime settimane della mia vita…ho capito: io sono e sarò sempre il genere di persona che vuole cambiare il mondo.

“Bum!” direte voi “Ecco un’altra illusa/pazza/megalomane”.

Scusate ma la mia risposta è: e allora? Posso smettere di essere me stessa perché ho sogni, desideri e aspirazioni che vanno oltre la prospettiva comune? E poi cosa ne sa “la prospettiva comune” di cosa significa per me cambiare il mondo?

Ogni giorno ogni persona che cammina su questa nostra Terra compie delle azioni. Queste azioni possono andare in due direzioni: verso la persona o verso l’esterno, verso il contesto in cui opera.

Quando le azioni che compiamo vanno verso di noi è perché al centro del movimento ci siamo noi, i nostri bisogni e il nostro benessere. Non si tratta di parlare di egoismo, di connotare negativamente tutto ciò che facciamo rivolto a noi stessi: tutti abbiamo bisogno di volerci bene e di prenderci cura del nostro io fisico e spirituale.

Quando le azioni che compiamo vanno verso l’esterno, al centro del movimento c’è il mondo attorno a noi, il suo benessere, i suoi bisogni. C’è la necessità di fare qualcosa che porti il nostro contesto ad evolvere.

A volte il genio, come dice Elizabeth Gilbert, arriva a farci compagnia e creiamo opere che lasceranno un segno nel mondo, mentre a volte decide che sono i 100 m attorno a noi ad avere bisogno del nostro contributo.

Ecco, io credo moltissimo nei 100 m attorno a me, e non perché hanno al centro me, ma perché sono quelli che posso influenzare più facilmente.

Da piccola amavo giocare a domino, mi piaceva l’imprevedibilità della sequenza di azioni e reazioni che si generavano ed ero affascinata dall’idea che una singola mossa potesse stravolgere i percorsi che sembravano così definiti.

Oggi per effetto domino si intende spesso le inarrestabili conseguenze di una singola azione, mentre io preferisco ricordare il fatto che se io faccio una mossa, condiziono inevitabilmente quella di chi gioca con me (non mi piace il termine “avversario”).

Per questo ogni nostra mossa deve essere fatta con responsabilità. Se vuoi approfondire questo concetto leggi il post di Andrea Farioli Pro-attività e respons-abilità: i segreti delle persone libere.

Questo è il mio concetto di cambiare il mondo: compiere azioni responsabili per generare un cambiamento utile non solo a me, ma a tutte le persone su cui il cambiamento può influire. Perché poi loro faranno un’azione conseguente alla mia e cambieranno altri scenari e così via fino ad espandere il cambiamento a tutto il mondo.

Sì, credo nelle rivoluzioni silenziose, nei cambiamenti costanti, nell’evoluzione della specie che richiede tempo per permettere di superare i limiti della natura.

Amo pensare di essere l’ingranaggio di un tutto complesso, di avere come scopo il fare il mio piccolo scatto perché solo così tutto il meccanismo procederà spedito.

Ognuno di noi è fondamentale perché senza il suo “click!” tutto l’impianto si fermerebbe.

Io sono e sarò sempre quella che vuole cambiare il mondo. Un click alla volta.

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