Non posso festeggiare il giorno del ringraziamento 

Il mio giorno del ringraziamento
Sì, non posso. Mi impegno ma quando faccio la lista della mia gratitudine mi rendo conto che non posso.

Perché?

Perché Ho una bimba di cui gli insegnanti ci hanno appena fatto un ritratto pieno zeppo di stelline e cuoricini, un marito che ci invita fuori a cena per festeggiare (e ogni volta che mi sa stanca morta), un lavoro che amo, amiche con cui condividere nuovi progetti, caffè rigeneranti e shopping compulsivi, colleghi che inventano promo inquietanti e titoli meravigliosi. E poi genitori speciali, una sorella eccezionale, un cognato che è un fratello, delle nipoti uniche. Una famiglia d’origine e una di adozione che mi fanno ringraziare di stare al mondo (menzione speciale per i miei suoceri che sono troppo speciali per essere descritti).

Io ho tanta di quella gratitudine che non mi basta una giornata per dirla tutta.

A me serve una vita intera e comunque non sarò ancora riuscita a dire tutto quello che ho nel cuore.

Perché sono viva, perché c’è la nebbi, le foglie gialle e poi arriverà la neve e i fiori sbocceranno e andremo perfino al mare.

Perché esistono le zucche, il purè e la cioccolata, il brodo e i cappelletti, le lasagne e la mostarda di mele.

Io so che c’è qualcosa oltre questa vita perché ho troppe cose di cui dire grazie per accontentarmi di una giornata.

Semplicemente: grazie Vita.

Commenti

  1. Cavolo Sara, che bella vita e che sana invidia! Ti ho conosciuta all’incontro #wpparma e per due ore ti ho ascoltato cercando di imparare ogni parola e gesto che facevi. Un grande esempio da seguire. Complimenti! Spero un giorno anch’io di diventare come te.

  2. Sara Salvarani dice:

    Grazie Michela! Sei davvero gentilissima. E sì, ho una gran bella vita!

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