24 ore di risate per la vita: I’m a challanger

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La vita segue percorsi stranissimi. Circa tre anni fa a un incontro organizzato da Confindustria Reggio Emilia, ho conosciuto Caterina Pettinato, life coach di decennale esperienza, oltre che persona davvero squisita.

In quell’occasione facemmo due chiacchiere e mi promise che mi avrebbe portato un libro alla prossima occasione. Non sapevo quando ci saremmo viste di nuovo quindi archiviai quella promessa e non ci pensai più.

Ma Cosmo è un tipo testardo e sei mesi dopo un nuovo incontro Confindustria e, di nuovo, ecco Caterina come relatore. Aveva il libro, Scelgo la Libertà di Richard Bandler. Anche stavolta chiacchierammo e ci salutammo. Il libro rimase sulla mensola per altri mesi fino a che Caterina non mi scrisse su Facebook chiedendomi di incontrarci perché voleva affidarmi la sua comunicazione digital.

Questo succedeva nella primavera del 2015 e da allora è successo l’incredibile. Caterina è un’appassionata fan di Grey’s Anatomy e in particolare di Derek Shepherd, così quando scopre che il personaggio morirà apre la pagina Salviamo Derek Shepherd e inizia a parlare della serie e dei pensieri che le ha suscitato e costruisce attorno a sé una community di appassionate. Nel frattempo continua a dire a suo marito “Io prima o poi conoscerò Patrick Dempsey“. Per fortuna Gianpaolo non ha seguito l’istinto di metterle la camicia di forza perché tempo un paio di mesi Caterina conosce Serena Panzeri che si occupa di raccogliere fondi in Italia per il Patrick Dempsey Center for Cancer Hope and Healing  tramite Arm Candy Italy. A ottobre 2015 Caterina, Gianpaolo e il piccolo Richard partono con Serena per la Dempsey Challange, il grande evento benefico che ogni hanno vede Patrick Dempsey al centro di una grande festa di sport e sostegno al Centro.

Caterina e Serena non si sono fermate lì e, insieme a Matteo e Gianpaolo, hanno fondato The Bridge for Hope, una Onlus che ha come mission quella di sensibilizzare all’utilizzo di metodologie integrative a supporto delle persone malate di cancro e dei loro familiari.

Attualmente le strade attraverso cui operano sono la Terapia della Risata e l’Estetica Oncologica.

Come fare per sensibilizzare davvero le persone a tutta l’opera che l’Associazione porta avanti? Caterina e Serena si son inventate un grande evento, la 24 Ore di Risate per la Vita.

La 24 Ore di Risate per la Vita si svolgerà all’interno dell’evento organizzato dalla Onlus The Bridge for Hope per sensibilizzare sull’importanza dell’uso delle attività integrative a sostegno dei malati oncologici e dei loro familiari.
Ci saranno ospiti nazionali e internazionali: Mary Dempsey , co-fondatrice del Patrick Dempsey Center for Cancer Hope and Healing , un centro che da anni offre a titolo gratuito attività complementari a tutte le persone colpite dal cancro, Richard Romagnoli, il maggior esperto a livello mondiale di Laughter Therapy (Terapia della Risata).
Ci sarà la condivisione di testimonianze importanti sull’uso di attività a sostegno dei malati: Cuore di donna, un’associazione che da anni aiuta le donne colpite da tumore attraverso la pratica del dragon boat, parlerà del progetto legato al canottaggio che serve a creare stamina e senso di squadra, mentre Estetica Oncologica parlerà del ruolo fondamentale del continuare a sentirsi donne anche durante e dopo le terapie.

Durante l’evento ci sarà il tentativo ufficiale di GUINNESS WORLD RECORDS da parte di circa 100 challangers sotto la guida di Richard Romagnoli.

Io sono una challanger. Perché? Perché so quali sono i benefici fisici e psicologici della Laughter Terapy, perché conosco Caterina a fondo e so tutto il lavoro che sta facendo, anche a livello scientifico con una specializzazione in Neuroscienze dopo la laurea in Psicologia, per creare qualcosa che sia di reale aiuto ai malati oncologici e alle loro famiglie che durante la lotta contro la malattia hanno bisogno di ogni sostegno possibile per affrontare tutto quello che le terapie e la patologia stessa comportano.

Sono una challanger perché ho perso il mio amatissimo zio, perché ho perso amici, e perché altri stanno lottando per battere questo orrendo nemico che li ha avvolti. Guardo mia madre che convive con un linfoma da più di 10 anni e farò tutto quello che è nelle mie forze per sostenere quelli che sono, a tutti gli effetti, eroi.

La scienza ci ha dato moltissimo: ci ha dato cura, ci ha dato tempo, ci ha dato speranza. Spesso chiede altrettanto ai pazienti e ai loro cari per andare avanti. Chiede fatica, impegno, cadute e forza per rialzarsi e quando si pensa di non farcela, è proprio lì che organizzazioni come The Bridge for Hope e il Patrick Dempsey Center entrano in campo a fianco dei medici per dare conforto e sollievo a tutti in un progetto corale che ognuno di noi dovrebbe abbracciare.

Sono una challanger perché i miei eroi non hanno mai perso il sorriso e mi insegnano ogni giorno che non sono fatti per sopravvivere, ma per vivere a pieno ogni istante, e la gioia con cui lo fanno è un monito per ognuno di noi.

Vuoi contribuire anche tu? Iscriviti all’evento e aiutaci a portare un messaggio di speranza. E come sempre #hohohaha.

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  1. […] Quando ho scelto di essere un challanger di #24oredirisateperlavita, ero carichissima. Lo sapete bene, ve ne ho parlato qui. […]

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