E poi l’estate ti piomba addosso

estate

C’è stato tanto freddo quest’anno, e abbiamo preso tanta pioggia a primavera. Così quando l’estate mi è arrivata addosso non ero preparata.

Tanto caldo in questi giorni, tantissimo, troppo per me che fatico perfino a ragionare con la pressione bassa e la sudarella perenne (bella immagine vero?).

Poi mi guardo attorno e sento le cicale che cantano sempre, costantemente.

E ci sono i vestitini leggeri come un soffio che mi fanno sentire carina, e le cene all’aperto, il vino bianco fresco e i dolci che non hanno nemmeno bisogno di essere cotti perché basta il frigorifero.

L’estate mi pesa ogni anno, ma c’è l’attesa del mare che mi fa sembrare più dolce perfino l’arrancare degli ultimi giorni di lavoro, soprattutto quest’anno dove forse-e-dico-forse non lavorerò in vacanza. Eh già: non mi era mai successo. È strano.

E l’estate diventa così un periodo di riflessione, di tempi rallentati anche quando non dovresti (ma tanto alla testa non si comanda fino a questo punto), di una stanchezza che diventa quasi liquida o forse ti stai liquefacendo tu per il caldo.

E poi torni a quel bicchiere di vino bianco, alle cicale che cantano e ti ritrovi con addosso una dolcezza quasi inaspettata, un bisogno di romanticismo e coccole e attenzioni e sussurri, un languore che è fame di cuore, tatto e parole più che di cibo.

Quest’anno ho bisogno di riposo, di un momento in cui la testa si ferma, i pensieri smettono di vorticare e rimane l’abbandono a me stessa, al sentire il mondo dentro di me e fuori di me.

L’estate è quella stagione in cui anche le foto hanno una patina offuscata che sembra dire che perfino l’obiettivo ha bisogno di riposo. E io mi siedo a guardare il mondo intorno con occhi nuovi, lenti, che indugiano sui dettagli e si chiedono il senso dei luoghi, degli oggetti messi lì in ogni dettaglio con uno scopo preciso. Proprio quei particolari lì, scelti uno per uno.

Non amerò mai l’estate come le altre stagioni, mi ci rispecchio meno, ma quest’anno la trovo un po’ magica, un po’ malinconica e contemporaneamente ricca di pensieri importanti.

A settembre come sempre inizierò il mio nuovo anno, esattamente come quando andavo a scuola, e vedremo cosa sarà restato di questi giorni che scivolano via come il ghiaccio che si scioglie, lasciando una traccia lieve di fresco e possibilità.

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