Costruire un buon obiettivo

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Della necessità di costruire un buon obiettivo, per non perdere la rotta mentre cerchiamo di raggiungerlo, ne abbiamo parlato nel post precedente.

Oggi voglio aiutarvi a capire come costruirlo, in modo da trasformare un vago desiderio in uno scopo programmabile, in un risultato che tra una settimana, un mese o un anno potrete toccare con mano, fiere della fatica fatta per raggiungerlo.

Un obiettivo deve essere realistico

Io devo perdere peso, ma se, a 38 anni con un metabolismo che dai 30 è decisamente rallentato e con possibilità limitata di fare esercizio fisico, mi mettessi in testa di pesare come quando avevo 24 anni, facevo sport minimo 3 volte a settimana e dovevo fare i conti solo con la mia alimentazione….beh sarei pazza.

Non posso pretenderlo perché non sarebbe un obiettivo realistico. Realistico è tornare al peso di tre anni fa, quando stavo molto bene, la schiena non mi faceva male, avevo un bel fisico con le curve al posto giusto e mi piacevo tanto.

Se un obiettivo è troppo alto e irraggiungibile per le mie possibilità, partirò ad affrontarlo con un’ansia immediata e il fallimento sarà dietro l’angolo perché alla prima difficoltà la vocina satanica del “Tanto non ce la fari mai” si sentirà dalla parte della ragione. E invece ha torto marcio, perché se vogliamo possiamo farcela. Basta non pretendere da noi l’impossibile.

Un obiettivo deve essere sfidante

Ok, non pretendiamo di saltare i due metri in un mese, ma nemmeno porci come obiettivo i 20 cm è una grande idea.

Un obiettivo deve metterci alla prova se no non ci stimola, non ci fa venire voglia di premiarci, non ci fa sentire bravi.

Un obiettivo deve essere “la fatica” che ci scegliamo e pertanto deve essere sfidante.

Deve richiedere impegno, costanza e un po’ di fatica. Se no non c’è gusto, non è una prova e non ci lascerà quel senso di vittoria che invece regala un risultato ottenuto con il lavoro vero.

Un obiettivo deve essere misurabile

Voglio dimagrire non è un obiettivo.

Voglio perdere 10 kg in 6 mesi lo è.

Voglio guadagnare di più non è un obiettivo.

Voglio guadagnare 300 € in più al mese lo è.

Datevi una misura nel vostro obiettivo, qualcosa che vi faccia dire se avete vinto la sfida con voi stessi o no, qualcosa che possiate dire agli altri tanto da far sgranare loro gli occhi.

“Ma davvero sei dimagrita 10 kg in 6 mesi?! Bravaaaaaaaaa!”.

Volete mettere quanto suona meglio? 😉

Datevi delle milestones intermedie

Un obiettivo, così come un problema, si raggiunge meglio se viene spacchettato in tanti piccoli miniobiettivi.

Per restare sul tema dimagrimento, sarà più incoraggiante prendere il nostro obiettivo dei 10 kg in 6 mesi e creare delle milestones (letteralmente “pietre miliari” ovvero tappe intermedie di controllo) che equivalgono a dei mini-traguardi.

Ad esempio perdere i primi 3 kg in 10 giorni (è tutta acqua di solito…gioco abbastanza facile!), poi arrivare a 5 kg alla fine del secondo mese, 8 kg a metà del quarto e poi via verso il raggiungimento del nostro obiettivo.

Vi assicuro che così sarà più facile progredire e anche effettuare eventuali aggiustamenti in corsa se vediamo che non riusciamo a reggere il passo.

Annotate il perché degli errori

Capire che le cose non vanno come si vuole e il perché è importante. Capire perché non riesco a sfondare il tetto dei +200 € è fondamentale per correre ai ripari e arrivare a tagliare il traguardo.

I motivi di questi problemi, gli eventuali errori commessi è molto importante per capire come mai il nostro obiettivo non viene raggiunto e trovare strade alternative.

Ricordate? Dobbiamo usare il pensiero laterale, valutare altre opzioni, battere sentieri inesplorati e usare la nostra creatività non solo per i nostri hobby ma anche per arrivare a meta in modo efficace.

Inoltre, se parliamo di obiettivi potenzialmente ripetibili, le annotazioni ci serviranno come promemoria per il futuro e per capire in quali ambiti dobbiamo migliorarci.

E ora tocca a voi: i vostri traguardi rispecchiano questi elementi chiave? Avete davvero un buon obiettivo?

Commenti

  1. Questo post oggi mi fa davvero bene allo spirito. Mi stai aiutando moltissimo a restare con i piedi per terra in un momento di cambiamenti sul lavoro che si riflettono sulla vita privata. E da cui prendo spunto per migliorare alcuni aspetti di me.
    Senza i traguardi intermedi sarei persa, so che perderei di vista l’obbiettivo finale.
    La misurabiltà è per me indispensabile: sono molto concreta e dirmi “di più” non equivale a “5 km”.
    Pecco parecchio alla base: la fattibilità spesso è lontana, punto a troppo. Mi faccio prendere dall’euforia del progetto.
    E ora vado a rivedere i trucchi dell’organizzazione, che mi sa che ho bisogno di un ripassino 🙂
    Grazie davvero! Sono sempre più contenta di averti trovata 🙂

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