Tempo di lentezza…almeno ogni tanto

tempo-lentezzaQuesto non è un post originale.

Questo è un post come tanti altri legati al blogstorming di questo mese, ma è un post che ho bisogno di scrivere per riordinare i pensieri in uno dei momenti più caotici della mia vita.

Quando hai una famiglia il tempo non ti appartiene più e diventa uno dei beni più preziosi del mondo.

Tempo per farti una doccia tranquilla, tempo per leggere un libro, per una telefonata con le amiche o per fare una passeggiata senza “Attento, dammi la mano, passano le macchine, dai che siamo quasi arrivati…”.

E vorrei tempo per fare tutte le cose con calma, anche lo stare con Ida, che troppo spesso è cosparso di doveri da portare avanti o di stanchezza fossilizzata invece che di puro godimento della reciproca compagnia.

Vorrei sdraiarmi su un prato, o sul divano o stupidamente per terra e spiaccicarmi Ida sopra ridendo a crepapelle e raccontandoci i nostri segreti o anche facendo i nostri mille progetti pazzi.

Lunedì mi sono resa conto che era tanto che non facevamo un progetto nostro, tanto che non ascoltavo le sue idee per creare qualcosa.

Spesso cucinavamo sì, o correvamo al parco o stavamo in cortile, ma i suoi progetti creativi li cassavo sempre perché non mi davo il tempo di interpretarli capendo fino in fondo cosa voleva spiegarmi con le sue frasi fantasiose.

Così abbiamo realizzato un acchiappasogni e lo abbiamo appeso in cortile.

No, non lo vedrete qui sul blog. È un progetto solo nostro, privato, realizzato in un bellissimo pomeriggio di lentezza.

Ora sono tornata nel vortice del tempo che passa troppo in fretta, ma ci saranno altri progetti che non vedrete e altri pomeriggi solo nostri perché una cosa del tempo che passa l’ho imparato: è troppo prezioso per sprecarlo.

 

Commenti

  1. 🙂 a proposito dei discorsi dell’altro giorno, qui c’è tutta te.

  2. Cara Sara, il 13 maggio si festeggia la giornata internazionale della lentezza. Sembra una ricorrenza sui generis, invece, personalmente sono molto grata a questa festa che ci invita a riflettere sull’importanza di rallentare. E sono grata anche alla tartaruga di Bruno Lauzi che mi ha insegnato, fin da bambina, che solo rallentando si scopre il prato di lattuga, il mare di gelato e il biondo tartarugo che continuavi a sognare mentre, di corsa, ci passavi davanti.

  3. hai imparato tanto, davvero.
    La lentezza ha volte è una virtù e nessuno sembra mai ricordarlo.

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