Io sostengo da vicino perché il vicino sono io

rifugiati

Di fili spinati è pieno il mondo.

Di fili spinati come quelli che circondavano i lager nazifascisti e di muri come quello che tagliava in due Berlino.

Ancora oggi combattiamo perchè non si dimentichino quelle devastazioni, ancora oggi piangiamo quei morti, quegli orfani, quei superstiti spesso senza più patrie nè certezze.

Mio nonno e suo fratello dopo l’8 settembre cercarono di tornare in Italia dalla Grecia dove erano stati abbandonati e si rifugiarono in Montenegro. Lì trovarono accoglienza e lavoro presso una famiglia di contadini.

Dopo un po’ furono scoperti e deportati in un campo di concentramento. Mio nonno non volle mai dirci quale. Non ne parlava mai.

Mio nonno è stato un rifugiato. Ha trovato accoglienza e lavoro presso una famiglia sconosciuta.

Non dimenticherò mai il suo sguardo le poche volte che parlava della guerra. Non dimenticherò mai quanto si incazzò con mia nonna quando, a più di 70 anni, scoprì che lei aveva votato per la monarchia.

“Il re ci ha lasciato là a morire!”.

Mio nonno è stato un rifugiato. Come molti italiani prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Oggi i rifugiati sono afgani, siriani, congolesi e molti altri. E il loro rifugio è il nostro Paese.

Io li sostengo da vicino e ringrazio Chiara di avermi fatto conoscere l’iniziativa e di fare quello che fa ogni giorno della sua vita.

Grazie. Anche da parte di mio nonno.

Commenti

  1. Leggo solo oggi questo post. Mi ha molto commosso. Grazie a te.

  2. mammachetesta dice:

    Grazie a te per il lavoro che fai ogni giorno e soprattutto per come lo fai.

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