AVIE: da 30 anni a servizio dell’integrazione

Idee per le Mamme è l’iniziativa di solidarietà che Dash ha rivolto alle famiglie tramite il finanziamento di trenta progetti presentati da altrettante associazioni no profit che hanno ricevuto o riceveranno un assegno da 4000 € per iniziarli o portarli a termine.

Da aprile curo il blog di Idee per le Mamme pubblicando gli oltre quattrocento progetti ammessi oltre alle informazioni istituzionali sull’iniziativa.

Per farvi conoscere meglio alcune delle associazioni che hanno vinto la prima trance dell’iniziativa Dash ha chiesto ad alcune delle Blog Angels del progetto di andare a intervistarle.

Con grande piacere sono quindi andata a conoscere AVIE, un’associazione che a Fabbrico (RE) si occupa di integrazione degli immigrati, con particolare riguardo per donne e bambini.

Ho quindi incontrato il Presidente dell’Associazione, Gabriele Panisi, e sua moglie Ida Ferrari.

Con loro abbiamo parlato di come è nata AVIE, e cioè grazie all’allora curato don Gabriele Carlotti che ha ospitato i primi  immigrati di Fabbrico,  di nascosto dal parroco che non era d’accordo , presso l’oratorio, dove c’era un appartamento che avrebbe dovuto occupare proprio il curato che però risiedeva in canonica. Quando gli ospiti sono diventati troppi per nasconderli ha convinto il parroco a dare loro una parte dell’oratorio separata dagli altri locali. Due camere con sei letti ciascuna e un bagno che hanno dato origine a una vera e propria casa di accoglienza.

Siccome i volontari che prestavano il proprio aiuto per risolvere i piccoli grandi problemi degli ospiti continuavano a rivolgersi alle istituzioni a titolo personale si è deciso di costituirsi come Associazione per dare una forza di ufficialità alle varie azioni intraprese.

Quando don Carlotti è partito missionario in Brasile e anche il parroco è stato destinato ad altri servizi, la casa di accoglienza è stata chiusa, ma l’associazione ha continuato a lavorare con gli immigrati trasferendosi nella sede attuale.

Le attività svolte da AVIE sono moltissime.

Al lunedì mattina il servizio di babysitteraggio per i figli di donne immigrate che seguono il corso di alfabetizzazione italiana. Al momento vengono seguiti cinque bambini ma si spera che, aumentando le iscrizioni al corso da parte delle madri, il loro numero aumenti.

Durante le ore in cui i bambini restano presso l’Associazione si cerca portare avanti anche per loro un percorso di alfabetizzazione per facilitare l’inserimento scolastico che altrimenti può risultare altamente problematico

Da quest’anno inoltre, sempre al lunedì, alcune delle donne che frequentano l’Associazione sono state inserite in un corso di cucina italiana.

Al martedì e al giovedì pomeriggio avviene la distribuzione di alimenti in collaborazione con alcuni supermercati della zona.

Il mercoledì pomeriggio invece una decina di donne di varie etnie si trovano per parlare dei propri problemi.

Ma quali sono le criticità più forti che le mamme sottopongono ai volontari di AVIE?

Senz’altro i problemi di violenze domestiche su di loro e sui bambini. Gabriele e Ida sono riusciti anche a salvare la vita a una donna che veniva picchiata dal marito grazie a un intervento tempestivo insieme alle forze dell’ordine che loro stessi avevano allertato.

A volte sono gli stessi volontari ad ospitare le donne “in fuga” presso la loro abitazione per poi indirizzarle, grazie ai servizi sociali, presso strutture protette.

Ultimamente inoltre sta diventando sempre più evidente il problema dell’aborto utilizzato come metodo contraccettivo, problema segnalato anche dai servizi sociali che si affronterà con appositi incontri fra le assistite e personale sanitario in grado di operare una mediazione culturale su questi temi, dando informazione sui vari metodi contraccettivi.

Alla fine del nostro incontro ho chiesto a Gabriele ed Ida quali considerano i loro più grandi successi.

Le risposte sono di una semplicità e così ricche d’amore da essere disarmanti.

Ogni donna salvata da un marito violento.

Il vedere le donne immigrate allestire il rinfresco per la festa di fine anno della scuola materna parrocchiale e riscuotere un enorme successo fra i genitori dei bambini.

Vedere crescere i bambini, imparare a condividere ciò che per loro è un tesoro (il gioco che a casa non hanno) e sentirli parlare in italiano.

Passare per il paese e sentirsi chiamare e abbracciare da chi è passato dall’associazione perché fa capire che anche un piccolo gesto è importante.

Prima di andarmene chiedo loro di cosa avrebbero bisogno, in cosa potremmo aiutarli. Mi spiegano che i giocattoli che hanno in associazione sono pochi e vecchiotti e desidererebbero davvero dei materiali in buono stato da poter utilizzare durante le attività di babysitteraggio.

Quindi se avete giocattoli che i vostri bimbi non usano più e che sono ancora in buone condizioni potete inviarli a

AVIE

Piazza Orti San Francesco n.13

42042 – Fabbrico (RE)

 

E fin da ora: grazie!

 

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