Quando papà viene spinto via

dad and daughter

Chi mi segue su facebook sulla pagina del blog ha avuto un annuncio in anteprima ieri sera: oggi niente viti, bulloni, carta o legno ma una riflessione che voglio fare con voi.

In questo periodo Ida mi sta ancora più attaccata del solito. Tranne le ore in cui sta a scuola o tranne i giorni-delirio in cui esco alle 6.30 del mattino e torno alle 7.30 di sera, lei è sempre con me.

Sempre. Senza soluzione di continuità. Anche quando c’è suo padre.

Lo spinge via, se lui vuole fare qualcosa con lei non gli risponde nemmeno (e qui scatta subito la paternale della mamma ovviamente…che palle!), insomma sembra quasi che le dia fastidio.

Fa eccezione solo il rito della domenica sera in cui insieme lucidano le scarpe. Ma ieri sera lui era talmente risentito che voleva cancellare questo momento solo per loro (e qui è partito il pippone al papà stavolta…e che ri-palle!).

Ida ama suo padre, su questo non c’è ovviamente dubbio, ma non lo cerca, ha una netta preferenza per me.

E lui ovviamente ci resta malissimo.

Mi sono chiesta tante volte il perché di questo problema e la risposta è sempre la stessa: lui ama con condizioni. O meglio: lui morirebbe per lei ma non stravolgerà mai le sue abitudini perché lui sa come si vive.

E quindi:

Ti amo ma, quando giochiamo, giochiamo a quello che piace a me.

Ti amo ma quando guardiamo la TV si guarda quello che dico io (anche documentari su lavori pallolissimi, film di guerra o reportage sull’Olocausto per dire).

Ti amo ma non voglio conoscere i tuo amici o trovarli a casa quando torno perchè mi devo riposare.

Ecco, per me la spiegazione è lì.

Io le do’ molte più regole, sono “la dura” di casa, ma faccio molte più cose con lei, anche quando disegnare per la millesima volta un pipistrello mi fa venire voglia di scraniare al muro.

Sbaglierò, ma credo che i bambini si affezionino di più a chi cerca sì di proporre cose nuove (e magari va buca), ma capendo cosa è nelle loro corde e cosa no. Sono persone, non piccoli cloni di noi stessi e loro percepiscono chi è disposto a rispettare la loro personalità e chi no.

Io non sono una mamma facile: pretendo molto da Ida, urlo anche, sono rigida sull’educazione e se mi dà fastidio glielo dico chiaro e tondo. Però so chiedere scusa quando esagero, so mettermi al suo livello (letteralmente: non esiste che se giochiamo io sia su una sedia e lei per terra!) e soprattutto so ascoltarla.

Per suo padre ascoltare e adattarsi o cambiare idea significa dichiarare un fallimento del suo modo di essere, una cosa per lui inaccettabile.

Io sono tutto meno che una madre perfetta, mi accontento di essere una madre passabile, ma sono stufa di dovermi barcamenare e fare da mediatore fra loro due con la speranza che un giorno Ida abbia con suo padre lo stesso rapporto profondo e “innamorato” che io ho con il mio.

Quello che mi fa più male è che Al dovrebbe essere il suo eroe, e invece per ora è solo un ripiego alle mie sporadiche assenze.

Ora passo la palla a voi: i vostri compagni come hanno impostato il loro rapporto con i figli? Avete mai avuto di questi problemi? Siete in grado di consolarmi dicendomi che passerà e nessuno dei due ne avrà danni permanenti?

Comments

  1. La mia situazione è molto border-line, ma può offrire un altro punto di vista.
    Io quotidianamente torno alle 7 di sera, mio marito è a casa, vero, ma ha (cerca) sempre qualcosa da fare, che sia cucinare o lavare il trattore.
    I miei figli crescono (ahimé) coi nonni.
    Che succede quando torno a casa la sera? Se ancora non stanno cenando, mi ignorano bellamente, spesso mi spingono via, e si mettono a piangere quando il nonno di turno se ne va.
    Io non me la prendo, lo so che il loro è un modo per attirare la mia attenzione e farmela pagare (tra virgolette).
    Che succede invece nel week-end? Puntuali come un orologio, il sabato mi stanno incollati come due sanguisughe, non posso andare in bagno, stirare, sistemare casa, che, giustamente, pretendono la mamma.
    La domenica invece tutto uguale, ma col papà.
    Ho scritto un poema. Concludo dicendo che la mia settenne, cresciuta allo stesso modo, è una bimba splendida, con un bel rapporto con tutti, anche con l’orso papà. Quindi sì, dal mio punto di vista passerà.

  2. non ho prole, quindi non so come potrei apporre un commento che non sia pura banalità… pere mia esperienza di vita vissuta, io sono sempre stata l’ombra di Paparotto Gigiotto però…

  3. Ciao Sara,
    vengo a scombinarti le carte.
    Sai bene che noi gestiamo il piccolo al 50% e il mio compagno ha anche fatto l’educatore in passato.
    Beh, io mi rivedo molto nella descrizione del tuo compagno, magari sono un pochetto più flessibile. Invece nel mio compagno rivedo la descrizione che fai di te stessa.
    Beh, da un po’ di tempo Ernesto vuole quasi soltanto me: mi abbraccia e respinge fisicamente il papà che ci rimane malissimo.
    Mia madre mi ha detto: è maschio e tu per lui sei il centro di tutto, nonostante un papà davvero fuori dal comune. Devo crederle?

    • mammachetesta says:

      Io infatti speravo proprio che a 4 anni scattasse il tipico meccanismo “voglio solo il papà”. E’ normale! E invece nulla…siamo all’opposto…

  4. la mia situaione è identica alla tua. Per esempio angelo la sera vuole uscire anche solo per il caffè, ma lei è stanchissima e giustamente non vuol fare cose da grandi.E litigano e qualce volta le ho dovuto promettere che le prendevo la donut per convincerla (PRIMA di cena).lei non vuole uscire in generale a far spese con il padre.E in effetti le vuole un bene dell’anima..ma è identico alla descrizione che fai di Al.Seguo il post con molto molto interesse.

    • mammachetesta says:

      Da noi la frase della sera è “Se chiamo i nonni al telefono li saluti?” lei ormai manco gli risponde e lui “Ah fa pure! Quando poi non ci saranno più!”.
      Lo sdeng che si sente dopo sono le mie braccia staccate che rotolano a terra.

  5. ciao cara
    secondo me l’unica cosa e’ accettare che le cose andranno come devono andare.
    come hai ben detto, ida ha la sua personalita’ e sara’ lei a vivere il rapporto e il legame col padre. tutto quello che tu ti scapicolli a fare “coprendo” le lacune del padre non ha molto senso ai fini del loro rapporto futuro. semplicemente ritardi una loro reale e profonda conoscenza. che prima o poi avverra’.
    nel bene e nel male loro faranno i conti con i loro caratteri.
    e forse tuo marito potrebbe capire un po’ di cose grazie alla figlia, mentre se tu ti “metti in mezzo” cercando di evitare il conflitto, sottrai anche a lui la possibilita’ di conoscere e comprendere i rapporti con le altre persone che ama (oltre a te) perche’ tutti filtrati da te.
    scusa l’ingarbugliamento, vado di corsa, mavolevo lasciarti due righe
    ti abbraccio forte e penso tu sia proprio una donna in gamba e una madre forte.

    • mammachetesta says:

      No calma, non è che sto lì tutto il giorno a fare da pacere eh! Ma anche no! Però se lei gli risponde male o gli dà un calcio non posso nemmeno far finta di nulla…non mi sembrerebbe molto educativo.
      Per il resto…spero sempre che lui capisca un po’ di cose da questo…dici che c’è speranza?

      • secondo invece se lei gli dà un calcio dovrebbero vedersela tra loro, se lei si comporta male con lui è lui che deve intervenire, e spiegarle che non va bene, se litigano devono far pace tra loro.
        se ci sei sempre tu in mezzo che intervieni è come se togli potere alla sua figura, starà poi a lui ridimensionare modi e tempi per farsi comprendere

  6. I bambini, credo, si allontanano quando sentono che abbiamo paura di loro, di stare, di entrare in relazione con loro… capita anche quando noi mamme siamo stanche e non pronte a un pomeriggio di gioco, ecco che la paura ci torna indietro come un boomerang sotto forma di bimbi insopportabili… un’eccessiva rigidità può essere un modo per arginare l’imprevisto della relazione? Purtroppo rischia di innescarsi un circolo vizioso… tuo marito non ha una passione da condividere con Ida?

  7. Penso che sia proprio la femmina ad essere più “gelosa” della mamma, nel senso che la vuole per sè.
    Prince non ha mai fatto differenze tra me e marito, non lgi è mai importato se ci vedeva abbracciati, al contrario Fr@ se ci vede abbracciati fa il broncio e dice “non c’è più posto!” ma con tono arrabbiato e per dormire vuole solo me a raccontarle la storia.
    Eppure Marito è molto giocoso, quindi per me è proprio la femmina che è più ….cozza! verso il genitore preferito

  8. delicate says:

    …..oh oh commento non commento….mi piace tanto questo blog, buonasera !
    io purtroppo malamente appartengo alla categoria delle divorziate per incompatibilità, nei primi step non vedevo maturità e ho dato una rasoiata totale e definitiva, perchè poi dal “loro rapporto”nasceva in me una repulsione epidermica verso il papy, che è un buon papy a tutt’ oggi per carità ( infantile, immaturo, testardo, ma di buon cuore )ma io che a tutt’ oggi piango il mio daddy non potevo tollerare mancanza di volontà …..sorry se mi è scappato un commentone, resto però profondamente ammirata verso le mamy che ci provano con ogni molecola del loro essere a far andare le cose nell’ unione, io ho creduto che la libertà di ciascuno riportasse gli equilibri e a tutt’ oggi per noi ha funzionato, kisses

    • mammachetesta says:

      Ciao e per prima cosa benvenuta e grazie per i complimenti!
      Credo che ognuno faccia quello che riesce nel matrimonio. Mio marito lo scorso anno ha rischiato di morire e io ho capito che la mia vita volevo passarla con lui e tutto il resto spariva a confronto della paura di perderlo.

  9. Ciao, forse arrivo tardi. Credo di non aver mai commentato qui da te anche se ti seguo volentieri. Io ho tre bambini, e sia io che mio marito lavoriamo. I nostri figli sono tutti diversi. “Solo” la terza è come la tua Ida: ma io e mio marito siamo gli stessi e intercambiabili con tutti e tre i figli e per quanto possibile le regole e gli atteggiamenti sono uguali per tutti. Al di là del fatto che i nostri compagni abbiano o meno qualche egoismo alla “Peter Pan”, credo che sia più una questione di carattere. Amiamo i nostri figli e forse non sono (e noi per loro) quelli che ci siamo immaginati quando eravamo child-free. Purtroppo non possiamo decidere chi apprezziamo di più nella vita e così se c’è una “preferenza” tra i due genitori credo che sia normale. Non ne farei una “colpa”: semplicemente succede e forse è naturale così. Mi rendo conto che al terzo figlio si diventa un po’ “filosofi” e anche un po’ “spaccamaroni”. Sentiti libera di dirmelo ;D!
    Un abbraccio1

    • mammachetesta says:

      Che bello! Quante persone che “vengono allo scoperto”!
      Mi conforta un po’ questa cosa. Almeno mi sento in diritto di continuare come sto facendo e a non fare “passi indietro” (ci ho anche provato ma tanto non funziona) nel mio rapporto con lei.
      UNa mia amica con 4 bimbi mi dice sempre che col primo sei molto sul chi vive, col secondo ti rilassi un po’ e dal terzo in poi sono almeno un po’ in autogestione.

  10. La mia 5 anni ha iniziato a innamorarsi del babbo un annetto fa.ma lui l’ha corteggiata in un modo meraviglioso: parco insieme, un paio di volte anche al fast food, a passeggiare mano nella mano per prendere un gelato.E un giorno LUI mi ha detto: “Hai visto che mi cerca sempre più spesso?” e io gli ho risposto “Perchè ha capito che sei divertente e innamorato solo che prima non lo sapeva perchè non gliel’avevi dimostrato!”Io all’inizio ho suggerito le cose da fare perchè conoscendola “meglio” so cosa preferisce fare ma ora non c’è più bisogno.Il giovedì quando esco dall’ufficio c’è il tè con le amiche,loro stanno insieme e io rientro per cena quindi hanno una serata esclusiva solo loro due.La mattina mentre io finisco di prepararmi è lui che la sveglia con tante coccole…..ci vuole solo un pò di buona volontà…..Penso che se non si instaura un rapporto innamorato ora che sono piccoli poi sarà troppo tardi perchè in adolescenza tutto si fa più complicato…scusa se mi sono dilungata ma io sono innamorata del mio babbo e voglio che anche la mia piccola lo sia….

  11. Uff Sara, leggere il tuo articolo mi ha fatto sentire piiiiicola piccola.
    Tu sai che ho due bimbi, meravigliosi, e sai anche che, nel pacchetto è compreso anche un “mammo”, con il quale ero perennemente in competizione. Non tanto con Carlotta, la mia donnina, che ha un equilibrio ed una sensibilità sopra le righe. Ci ama incondizionatamente entrambi. Il problema è con il piccolo nano malefico… bello, simpatico, ma tanto, tanto, tanto para..lo. Lui adora il padre/mammo, vive per il lui. In verità predilige sempre la figura maschile, il nonno alle nonne, lo zio e così via. Alessandro si sveglia e chiama papà per il latte, cosa che mi può anche star bene, io me ne rimango sotto le coperte, però quando lo sento dire “no mamma, bia…” (e il mammo se la ghigna) ecco qui mi si spezza il cuore. Sarà a causa del momento in cui io sto somatizzando di più, sarà che rappresento la “cattiva” della situazione, sarà quello che vuoi però, quel piccolo esserino biondo io lo amo da morire e lui… preferisce il mammo!!! O_o
    Oggi però ho avuto la conferma che il tempo passato soprattutto con lui (rispetto alla sorella Alessandro è molto più esigente) deve essere tempo di qualità. Infatti avendolo a casa per uno dei soliti disturbi gastrointestinali abbiamo passato la giornata scandita da ritmi precisi (eh che ci vuoi fare, ho l’animo svizzero) quando mi cercava per giocare dicevo lui di attendere un secondo mentre terminavo quello che stavo facendo e poi, accantonavo tutto e mi dedicavo a lui. Solo ed esclusivamente a lui.
    Provati diversi giochi, didò, pennarelli… ho assecondato ciò che lui preferisce… Ebbene sì, abbiamo giocato a calcio in casa!!!Mi ci vedi? O_o Il mammo era incredulo del fatto che io sia riuscita ad accantonare la mia rigidità e lo abbia fatto.!!!
    Conclusione? Questa sera mentre guardavamo un cartone tutti e quattro insieme sul divano, il piccolo, dolce, tenero e adorabile nano malefico ha voluto stare vicino alla sua mammotta ♥♥♥ (per il mammo: Tiè)

    Quindi credo che l’atteggiamento di Ida passerà con il crescere con l’evolversi delle sue esigenze e della sua autonomia. Ma questo richiederà tempo. Quando dici “Ecco, per me la spiegazione è lì.” Sì anche per me la spiegazione è lì e, per il momento ci rimarrà. Sempre che Al non cambi approccio. Provato sulla mia pelle, parola di mammota :)

    • Ops… forse mi sono fatta prendere la mano :/

      • mammachetesta says:

        Ma no che non ti sei fatta prendere la mano!
        Spero davvero che cresca e le cose cambino. In questi giorni va meglio, ma comunque lui è una ruspa a livello di delicatezza! Ieri Ida aveva passato un’ora con me a fare panini e decorazioni di Halloween e lui torna a casa e le dice “No, non li appendiamo alle finestre perchè c’è burrasca e adesso chiudo tutto”.
        Lei piangeva a fontana ovviamente. Poi hanno recuperato ma voglio dire: come puoi non arrivarci?!?!?

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