Merenda 2.0: incontri, alimentazione e riflessioni

Roma Villa Borghese

Come vi ho detto, sabato 6 ottobre sono stata a Roma nelle vicinanze di Villa Borghese (sempre bellissima come potete vedere sopra!) e nello specifico al bellissimo Museo Explora dedicato interamente ai bambini

bambina che salta

per un evento organizzato da INC  in collaborazione con The Talking Village per conto di Merendine Italiane un sito divulgativo che, per conto di AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane), cerca di diffondere informazioni corrette sui “prodotti dolciari da forno confezionati” ovvero le merendine.

ingresso merenda 2.0

All’Expolora si è così radunata una ventina di mamme, quasi tutte blogger, con figli e qualche marito votato alla causa “come ti gestisco i pupi mentre la mamma lavora” pronte a dibattere di cosa è una merenda sana e se le merendine rientrano in questa definizione.

amiche e marito

Dopo aver lasciato i bimbi nelle sapienti mani dell’animazione

animazione merenda 2.0

ci siamo messe all’opera discutendo con un nutrizionista, una psicologa e una rappresentante del sito Merendine Italiane i risultati di una indagine svolta alcuni mesi fa proprio sull’argomento merenda

Questo il riassunto della survey

 

I punti importanti che sono emersi dalla discussione con gli esperti a mio parere sono:

  • la merenda (del mattino e del pomeriggio) è un pasto fondamentale che non dovrebbe essere saltato
  • a volte alla scuola dell’infanzia la merenda del mattino viene saltata perché pranzando molto presto si rischia che i bimbi non pranzino; in questo caso è bene che la colazione sia abbondante
  • non ci sono elementi da demonizzare in assoluto (a meno di particolari patologie) e soprattutto in caso i bambini facciano molto sport è bene che i carboidrati (semplici e complessi) siano sempre presenti
  • frutta e verdura vanno preferite del territorio e di stagione
  • la porzione giusta in caso scegliamo di dare ai nostri figli le merendine a scuola è una merendina e non tutti i giorni perché la varietà è fondamentale (ma le merendine non sono “il male” come a volte vogliono farci credere)
  • l’importanza della masticazione sia da un punto di vista digestivo che di sviluppo psicologico del bambino
  • la spiegazione delle tecniche di conservazione delle merendine: la loro durata nel tempo è garantita dal confezionamento in atmosfera protetta e subito dopo la produzione così da non essere intaccate da batteri
  • l’informazione circa l’assenza di coloranti e conservanti nelle merendine, e della necessità di dichiarare apertamente la presenza di alcol laddove ci sia (e quindi NON in merendine destinate al consumo da parte di bambini).

Nel pomeriggio abbiamo affrontato il brainstorming detto anche “sparate le domande e le critiche” :-D

Se guardate la faccia di Flavia Rubino, la nostra moderatrice, in questa foto capirete che non siamo state un uditorio facile

Flavia e gli esperti

Durante questa seconda parte mi sono trovata in disaccordo con i tecnici presenti su alcuni punti:

  • l’innocuità dell’olio di palma: se così fosse la UE non avrebbe imposto ai produttori di inserire in etichetta, dal 14 dicembre 2014, la specifica degli oli vegetali contenuti negli alimenti, senza considerare il forte impatto ambientale di questa coltivazione nei paesi d’origine come l’Indonesia
  • l’incongruenza fra il raccomandare frutta e verdura del territorio e di stagione per poi dimenticare completamente questa raccomandazione relativamente agli oli alimentari
  • il dire che i bambini che fanno sport di squadra in realtà si muovono meno di chi fa sport individuale: Ida fa sia equitazione che psicomotricità in gruppo e lavora come una matta tutto il tempo della lezione (sarà ferma un 10% del tempo)
  • l’affermare che il gusto naturale del bambino predilige il dolce e che se un bambino ama il salato è perché è stato abituato erroneamente ad un eccesso di sale: io spesso il sale me lo scordo pure e comunque Ida ama più il salato che il dolce
  • il dire che una merenda senza grassi non sta insieme (ho appena fatto dei miniplumcake con questa ricetta di MelaZenzero e non solo stanno insieme ma sono buonissimi!)
  • il dire che la merenda casalinga è sempre più grassa e poco sana di una confezionata la cui composizione è nutrizionalmente studiata (vedi ricetta di cui sopra).

Su queste cose mi è partito un po’ l’embolo, lo ammetto :-D

Credo però che la parte più interessante si sia avuta alla fine con il brainstorming e la raccolta delle nostre proposte per lo sviluppo del sito e per migliorare i prodotti-merendine

Giuliana Laurita

Ecco alcune delle idee emerse:

  • tracciabilità degli ingredienti fino ai produttori di materia prima
  • specifica degli oli vegetali indicati in etichetta
  • proposte anche “meno dolci” di merendine
  • sul sito merendineitaliane.it più informazioni circa gli oli di palma, ma che siano provenienti da fonti “super partes” e autorevoli
  • più ingredienti integrali nelle merendine (e io aggiungo anche biologici)
  • indicazione circa la fascia di età per cui una merendina è studiata.

Conclusione?

Tornata a casa ho deciso di cambiare la MIA alimentazione perchè in realtà Ida pur non amando molto assaggiare ha un’alimentazione sana…che si è data da sempre da sola rifiutando gli eccessi di dolci e preferendo il pane integrale a ogni altro (che comunque adora). Così mi sono ricondotta alla mia amata macrobiotica.

Ma soprattutto mi sono resa conto ancora una volta di come la demonizzazione di qualcosa, il “sempre sì” o “sempre no” non ha molto senso ed è fondamentale la varietà di cibi proposti e soprattutto il bilancio sul lungo periodo (in questo caso, ma gli estremismi non mi piacciono in nessun caso).

Infine che dialogare è sempre la scelta migliore, se non altro perchè essendo noi i consumatori, gli acquirenti, i destinatari dei prodotti abbiamo il potere d’acquisto dalla nostra parte per farci ascoltare.

E comunque ancora una volta: grazie amiche!

blogger a merenda 2.0

 

 

Comments

  1. Ma quanto siamo belleeeeeeeeeeeee!!!!!

  2. io e te , pura telepatia!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Molto interessante!:-)

  4. Ciao, interessantissimo questo post, anche se purtroppo l’ho letto un pò di corsa, ma una cosa volevo dirla…
    Anch’io credo che dire che una merenda casalinga sia sempre più grassa e meno bilanciata di una industriale sia un tantino insensato… Piuttosto che “portarci” a diventare consumatori ignoranti di prodotti industriali, perchè non si impegnano a fare campagne di informazione in modo che le mamme, i papà e chi prepara le merende a casa, sappia come rendere più bilanciato questo pasto?

    Buon martedì
    Chiara

    • mammachetesta says:

      Infatti è quello che abbiamo proposto e a cui anche Merendine Italiane vorrebbe arrivare. Speriamo bene!

  5. “la merenda casalinga è sempre più grassa e poco sana di una confezionata la cui composizione è nutrizionalmente studiata”
    beh ovviamente dicono così, visto che parlavano delle merendine confezionate, come tutte le cose ci vuole il giusto equilibrio e non mi pare che Prince giocando a calcio sia l’esempio del ragazzino fermo. ^___^
    Avete fatto pbene piuttosto a puntualizzare invece di rendere le etichette ingredienti sempre chiare

  6. ma la vuoi smettere di avere sempre le stesse reazioni che ho io; sono andata pure dal naturopaa al posto dello zucchero uso il miele..altro che olio di palma! Speriamo che ci leggano, i merendinari…

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  1. […] dietro allo schermo del mio pc c’è un mondo! È vero che mi avevano già seguito a Roma per Merenda 2.0 ma era un evento più a misura di essere umano e non di blogger visto che eravamo […]

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