Seconda edizione della campagna “L’Alcol può attendere”

Io sono stata una delle privilegiate che in gravidanza si è potuta ingozzare di salame & co quindi non mi sarei dovuta lamentare per aver dovuto rinunciare al vino a tavola.

Però lo facevo.

Ed ero lagnosa.

E di accordo col mio ginecologo alla domenica mi concedevo mezzo bicchiere.

Mi è andata bene e Ida è sanissima, ma devo ammettere che è stata “beata incoscienza” della prima (e unica) gravidanza.

Facessi un secondo figlio rinuncerei anche a quel mezzo bicchiere.

Non si conosce infatti un dosaggio di alcol sotto al quale il feto sia al sicuro.

Quindi aderisco con piacere a questa campagna informativa per la seconda edizione di “L’alcol può attendere”.

Ecco cosa prevede la campagna e qualche informazione:

L’8 marzo, il giorno designato per celebrare le conquiste sociali delle donne, quest’anno sarà anche l’occasione per lanciare un messaggio alle donne sui danni fetali legati al consumo di alcol in gravidanza, un problema sociale spesso sottovalutato ma su cui è necessario fare luce, per promuovere una seria cultura della prevenzione. In quest’ottica, SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e AssoBirra (Associazione degli Industriali della Birra e del Malto) lanciano la seconda edizione della campagna “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere”, per informare e sensibilizzare le donne sulle sindromi alcol fetali correlate e su come prevenirle.

ALCOL E GRAVIDANZA: BASTA EVITARE DI BERE PER POCHI MESI PER PROTEGGERE IL BAMBINO

Ogni anno, in media, in Italia oltre 560.000 donne diventano madri. E molte, soprattutto alla prima gravidanza, si chiedono: come dobbiamo comportarci nei confronti dell’alcol? Se sono incinta devo smettere in assoluto di bere? O un bicchiere ogni tanto è ammesso nella mia dieta? E ancora: è importante abbandonare l’alcol già quando si è nei primissimi mesi di attesa? Dietro queste domande ci sono dei comportamenti che, secondo una ricerca commissionata da AssoBirra, parlano di uno zoccolo duro di circa 8 su 10 che non bevono o smettono di bere alcol appena apprendono della gravidanza, mentre il 17% riduce i consumi di bevande alcoliche ma non li elimina del tutto e un 4% mantiene le stesse abitudini pre-gravidanza.

Inoltre i rischi legati al consumo di alcol in gravidanza costituiscono un argomento delicato e non del tutto noto, specialmente in Italia. Il feto, infatti, non ha difese rispetto all’alcol assunto dalla madre. Questa sostanza può interferire con il suo sviluppo provocando l’insorgere delle cosiddette patologie fetali alcol correlate, che possono provocare danni permanenti e irreversibili come anormalità della crescita, ritardo mentale e alterazioni somatiche. Tali patologie, a seconda della loro combinazione e gravità vengono distinte in FAS (sindrome fetale alcolica), FAE (difetti alla nascita alcol correlati) e FASD (disordini collegati all’uso dell’alcol in gravidanza).

In una ricerca pubblicata a settembre 2011, l’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che il 7,6% dei neonati italiani sono stati esposti durante la gravidanza all’alcol materno. E sebbene ancora oggi la scienza non possa dirci con certezza se esista o meno una quantità minima di alcol sicura in gravidanza, si ritiene prudenziale evitare completamente il consumo di una sostanza, l’alcol appunto, che potrebbe creare problemi al sistema nervoso centrale del nascituro, con conseguenti rischi di ritardo mentale o di disturbi comportamentali. Per questo è importante una campagna supportata dagli operatori sanitari più autorevoli e competenti – i ginecologi e ostetrici, indicati dalle donne italiane come la realtà più autorevole in grado d’incidere sulle loro decisioni in materia – che orienti le future mamme verso le giuste scelte comportamentali in materia di alcol.

LE DONNE IN GRAVIDANZA DEVONO SAPERE CHE…

Ecco, infine, alcuni semplici consigli utili per le donne in gravidanza, o che stanno pianificando di avere un bambino, su come comportarsi in questo importante e delicato momento della propria vita:

  • Bere alcol in gravidanza può danneggiare il bambino che nascerà
  • Già nelle prime settimane di gravidanza l’alcol che bevi può fare danni
  • I danni che puoi fare al tuo bambino bevendo alcol non sono curabili
  • Non consumando alcol puoi evitare completamente questi danni
  • Nessuna dose di alcol è considerata sicura durante la gravidanza
  • Se hai già consumato alcol durante la gravidanza non continuare a farlo
  • Se stai pianificando una gravidanza astieniti dal bere alcol

Per maggiori informazioni:

www.sigo.itwww.beviresponsabile.it

Comments

  1. pensa che a me l’ultimo mese la mia dot mi aveva detto di berne un bicchiere per …fare sangue! va be’…. Mamme tenete duro che poi in sala parto potete pasteggiare a panini al salame e vino rosso!

  2. Un messaggio troppo soft e con troppi condizionali.

    Stupisce che una società scientifica non prenda in considerazione il messaggio del Ministero della Salute:

    UNA VITA CHE NASCE TEME L’ALCO. IN GRAVIDANZA NON BERE

    http://www.epicentro.iss.it/alcol/apd2011/pieghevole%20gravidanza.pdf

  3. Claudia-cipi says:

    il problema nel mio caso è sempre stato convincere marito e suoi parenti
    che poi, io dico, la rinuncia la devo fare io, mica voi, che caspita avete da rompere ancora? perchè non faccio il brindisi o non mi ubriaco al compleanno del suocero, maccheccaspitamenefregaaaaaaaaaaaaaaaaa

    che poi se non sbaglio andrebbe evitato anche in allattamento, perchè tutto passa nel latte, anche l’alcol, ed i bambini non hanno un organismo in grado di elaborarlo come si deve

  4. fate bene a dare spazio a questo messaggio, non si può sottovalutare nulla, LEGGETE QUI: ”Non è possibile fissare una dose minima di alcol da considerare pericolosa in gravidanza in quanto esistono forti variabili individuali. È quindi preferibile astenersi completamente dal bere durante questo delicato periodo della vita”.

    FONTE:

    http://www.beviresponsabile.it/pag.php?catgen=pbere_gravidanza

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