Un motivo in più per scegliere il decluttering

(o downshifting o decrescita…ci sono tanti modi per chiamarlo e, sfumature a parte, si equivalgono)
Qualche giorno fa grazie a @politicadonna ho scoperto questo articolo di Repubblica.it (che io normalmente non leggo preferendole La Stampa).
Rendiamoci conto:
“Dietro praticamente ogni cosa che compriamo, dagli alimenti all’abbigliamento all’elettronica, si nasconde uno sfruttamento enorme: ogni cittadino medio che possegga un laptop, una bicicletta e un certo numero di paia di scarpe può calcolare di avere ‘sulla coscienza’ un centinaio di schiavi che hanno lavorato per lui.”
Non parliamo di poche persone, di pochi oggetti.
Parliamo dei pc con cui scriviamo, dei telefonini che usiamo, dei vestiti che indossiamo.
Ridurre a zero il consumo di questi oggetti non è, a mio parere, realistico.
Ma diminuire drasticamente si può.
Acquisti meditati come dice Caia nella sua nona lezione di stile sono un guadagno anche per noi, e diventano in questo caso una attenzione verso i più poveri…un gesto di equità sociale.

Avevo un’amica (io la considero ancora tale ma lei non so perchè non ha più voluto avere a che fare con me) che lavorava per una grande ditta di articoli sportivi e quando le chiedevamo come la sua azienda giustificasse lo sfruttamento minorile (ampissimo nel settore che già 15 anni fa lavorava soprattutto nel sud-est asiatico) lei rispondeva che così non stavano per strada a prostituirsi.

Justin Dillon è il direttore esecutivo di Slavery Footprint, la ONG che ha eseguito lo studio citato nell’articolo di Repubblica.it, e definisce così lo schiavo:

“chiunque è costretto a lavorare senza remunerazione, a essere sfruttato economicamente e che non è nella possibilità di dire no”
Ma per me non è sufficiente. Non è completamente realistico.
Schiavo è anche chi viene pagato meno di quello che gli serve per sospravvivere.
Schiavo è il bambino che deve lavorare perchè ha le dita abbastanza piccole per i lavori di fino.

E allora ricordo che chiedevamo a questa mia amica perchè non pagare equamente i genitori così che i figli potessero andare a scuola?
Silenzio.
Lo stesso che forse scende nelle nostre case quando ci chiediamo perchè non smettiamo di comprare “a vanvera” oggetti prodotti da nostri simili in schaivitù.
Quindi comprare meno, usare bene, fare manutenzione (si fa anche ad abiti e scarpe), riciclare, donare, reinventare è un atto non solo economicamente vantaggioso, non solo ecologicamente sano e saggio, ma umanamente meritevole.Fatico ad acquistare oggetti in questo periodo.
Fatico a pensare di spendere per qualcosa che si limita a stare lì senza una funzione utile.
Sto pensando a come trasformare la mia casa con il minimo acquisto di oggetti.
Sto cercando di capire se davvero alcune cose sono inservibili. E ad esempio ho deciso di seguire il consiglio di DaddyBear e NonnoG (suo padre) per cercare di dare nuova vita ai miei amati stivali in cuoio.

E ora che sono riuscita a vincere la mia paura della macchina da cucire grazie al tutorial semplicissimo di Cludia de La Casa nella Prateria vorrrei riciclare tovaglie, strofinacci e tessuti che ho a fare muffa in cassettoni e cassapanche.
E poi ricominciare a fare il detersivo in casa (anche se lo acquisto biologico e prodotto in Italia) e magari convincere mio marito a vendere la mia auto che amo tanto ma che è un 2000 benzina e ci fa spendere una botta di assicurazione, bollo, manutenzione & co. Vorrei una utilitaria e poi userei la sua per quando devo fare viaggi di lavoro sopra i 10 km (ha una familiare grande e sicura ma diesel…).
E fare il pane ma soprattutto convincere la famiglia a non comprarlo più (ok per arrivare a questo devo magari migliorare un po’…hihihihi!).
E anche restaurare mobili e oggetti trovati al mercatino dell’usato invece di acquistare sempre il nuovo.
Insomma, vorrei contribuire a diminuire il volume di oggetti acquistati e quindi proporre un modo di vivere davvero votato alla decrescita come mezzo per trovare serentià, risparmio ed equità.

Commenti

  1. Garantisco per esperienza vissuta e provata da ormai due anni in tutte le categorie che nomini: non solo è facile ma è bellissimo.
    Basta solo entrare con latesta nel discorso e tutto si fa chiaro e semplice. E si vive molto meglio.
    Brava!

    PS. per le ricette dei detersivi per lavatrice e per i detergenti home made passa da noi, ovviamente 🙂

    • mammachetesta dice:

      Vedi che non fai i compiti? Io linko SEMPRE voi per i detersivi fai da te…siete la mia ispirazione!!!!
      Anche su L’Eco della Sicurezza vi ho messo nel post sulla pulizia della casa 😉

    • sempre da voi anche io…:)) downshifting per necessità il mio, ho su la tuta di papà di fretta e riparo tutto prima di farmi venire un patema d’animo perche bisogna ricomprare….ora faccio pure swap con i vestiti di sarah..vivere con meno, per vivere meglio.Siamo abituati male.malissimo. :)=)

  2. secondo me e’ una questione di testa.
    un’abitudine a ragionare ogni volta, ma OGNI volta, che si fruga in borsa per acchiappare il portafogli.
    dalle cose che riteniamo indispensabili come pane e libri, a quelle piu’ “straordinarie” come i mobili.
    io ci provo, quotidianamente, e devo ammettere che non sempre ci riesco.
    spesso e’ una questione di tempo, altre di pigrizia, ma quando vince il buonsenso mi sento un’altra e mattoncino dopo mattoncino costruisco la consapevolezza dell’importanza “del nostro piccolo” tanto bistrattato.
    in bocca al lupo, sosteniamoci 😉

    • mammachetesta dice:

      “OGNI volta che si fruga in borsa per acchiappare il portafogli.”
      Bellissima!!!!
      Hai pienamente agione e anche su di me a volte vince la pigrizia , ma ormai non ne posso più. Troppa roba.

  3. Ciao, anche su vanity fair di qualche settimana fa c’era il trafiletto con un elenco di dieci oggetti ed il relativo numero di schiavi usati per produrli.

    Penso che avrai snetito del probabile crollo di splinder, per adesso scrivo ancoara lì però ho già iniziato ad accomadarmi su word press, se avrai voglia di leggermi ancora … agrimonia71.wordpress.com

  4. Un ottimo motivo in più, grazie per queste riflessioni. Come ti dicevo sono in piena fase decluttering e questi post mi motivano…

  5. Hai centrato il segno. Spesso noi occidentali siamo convinti che non ci sia collegamento tra i nostri consumi e le condizioni di povertà in cui vessa il Terzo Mondo. E non è solo una questione di orientare virtuosamente gli acquisti: bisogna imparare a farci bastare quello che abbiamo, a riciclare, scambiare…E’ salutare per noi stessi, si impara a non essere schiavi degli oggetti. Non è facile, ma è un percorso che alleggerisce!

  6. Ciao,
    che passione c’è in questo post! Bello, bellissimo. Anche io sto cercando di farlo, da qualche tempo. Gli acquisti con il gas aiutano moltissimo: selezioni assieme ad altri, conosci chi produce, cosa e come. E non è solo una questione di portafoglio, ma di senso. Poi non si può neanche diventare talebani, ma provarci e farsi le domande giuste è doveroso.

    I contadini avrebbero tanto da insegnarci (si tiene tutto, si ricrea, si riutilizza… tutto ma proprio tutto!), ma soprattutto; non si comprano cose inutili.
    Io quando guardo la cesta dei giochi delle bimbe mi viene maleeee
    ciao!

  7. Io, nel mio piccolo, ci sto provando ma credo che si possa fare di più!!!
    Mi impegnerò a fondo perchè ogni bambino ed ogni persona possa essere libero!!! Ed anch’io mi sentirò meglio

  8. Hai ragione su tutto, però mi permetto di suggerirti, se vuoi essere ecologica, oltre che risparmiare, di non sopravvalutare il diesel. Anche con i filtri di oggi, le polveri sottili che emette sono peggio di quelle di un 2000 a benzina. Meglio gpl (anche ibrido, gpl e benzina) o metano.
    per il resto, io non sono una riciclosa, non ho nè la manualità nè la voglia (il tempo volendo davvero un pò si trova, perciò non voglio usarlo come scusa), però ho una tattica efficace (a parte le sopese alimentari, ma un pò anche per quelle) Vedo ma non compro subito, aspetto e ripenso e se mai ritorno a comprare. ci metto di più ma 9 volte su 10 rinuncio perchè capisco che, in fondo, non mi serve. Ecologico ed economico!

    • Sara Salvarani dice:

      L’esigenza sarebbe stata di usare una macchina che ci facesse spendere un po’ meno sui viaggi lunghi a fronte invece di una meno inquinante per gli spostamenti più brevi.
      Tagliata la testa al toro quando ho trovato un fuoristrada usato ma in ottime condizioni, sicuro, comodo e a cui ho montato il GPL.
      Questo post in effetti è un po’ vecchiotto essendo del 2011 e le scelte sono state diverse.

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  1. […] intento di elimiare ciò che non ci serve e che non può in alcun modo essere riciclato. Poi leggo questo e mi viene ancora più […]

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