Autunno e decluttering a casa CheTesta

Light and treesCome ogni anno anche stavolta diciamo “Ciao!” all’autunno che è arrivato puntuale con le giornate più corte, il sole appena tiepido, più spesso la pioggia che ci costringe in casa.

Ecco…io in casa in autunno non riesco a stare ferma.
Come poi in inverno.
E in primavera.
Diciamo che mi fermo solo in estate perchè con 37° e il 1000% di umidità tipici della riva del Po c’è poco da muoversi…
Però in autunno il mood è sempre quello: semplificare e ritornare alle origini, alle cose semplici, al pane fatto in casa, ai liquori e marmellate artigianali.

E oggi vorrei parlare della semplificazione. O decluttering che fa molto più modaiolo e internescional.
L’autunno in quanto stagione di transizione mi fa venire voglia di liberarmi del superfluo, di alleggerire, di fare un passaggio anche materiale: dal troppo (caos) al poco.

Per ora ho sistemato l’armadio di Belvetta che già vuol dire molto. Ho tolto i vestiti piccoli dividendoli in “da dare via” e in “da tenere perchè ci sono affezionata”, ho messo via i vestiti estivi che ancora vanno bene e (spero) potrà usare almeno un po’ il prossimo anno, ho ripulito l’armadio e spostato i giochi meno utilizzati.
Ora sembra di nuovo un armadio e non la tana di un animale. Imbizzarrito.

Ora ho messo mano alla dispensa/cantina dove conto di impiegare un paio di giorni giusto perchè c’è anche l’angolo “colori e materiali” che tengo per le attività creative di Belvetta e che voglio spostare in mansarda dove lavoriamo per la maggior parte con la brutta stagione.


Poi c’è il mio armadio che ho iniziato ad affrontare e che devo finire di sfoltire se voglio restare la cocca della maestra Caia 🙂

Poi toccherà anche alla mansarda, appunto.
Aiuto! Perchè la mansarda per mio marito è “il solaio” inteso nel vecchio senso del termine ovvero “spazio in cui intanare tutto quello che non vuoi vedere” compresi lettino, ovetto, carrozzina, seggiolini auto che non useremo mai più. Finalmente ha acconsentito a darli in beneficenza e infatti sto provvedendo con le “consegne”.
E poi c’è l’armadio coi vestiti di Belvetta che ho deciso di tenere. Mi sa troppi. Ogni tanto riesco ad eliminarne uno o due raziocinando ma non è che la situazione migliori molto.
Così ho deciso di ficcarli nei sacchi sottovuoto. Forse occuperanno uno o due ripiani invece di quattro.
Poi ci sono i pannolini lavabili. Quelli li regalerò mettendo un annuncio sul blog.

E poi arriva il difficile: la mia zona studio. Ho parlato del restyling estetico ma non del RIORDINO.

Lì ehm…c’è da lavorare parecchio:

  1. riordinare tutti i documenti contenuti nei faldoni arancioni, e infilarli nella cassettiera country-shabby che voglio costruire
  2. mettere mano al “cassetto delle rantumaglie” (nella foto non si vede ma a lato della scrivania c’è una cassettiera antica con tre cassetti di cui uno piccolo dove metto tutta la roba che non ho voglia di “affrontare”)
  3. mettere sottovuoto anche gli asciugmani di “scarso utilizzo” nel secondo cassetto 
  4. sistemare il mio “cassetto craft” che ormai è ingestibile. E anche i materiali di riciclo che uso con Belvetta. Vorrei farlo come suggerito da Linda di Con il Cuore e le Mani

Poi c’è il capitolo libreria…ma preferisco non pensarci…anche perchè l’unica cosa posso pensare in quel caso e di farmi costruire la seconda! Muahahahah!

Commenti

  1. ma è un lavoro enorme….noooo io al massimo riordino il garage quest'autunno che in realtà è grande come un mini-appartamento.Auguroni!!!

  2. RJ: anche io ho il cassetto delle cose che "vabbè, poi vedremo…". il problema è che questo cassetto sta per esplodere e gli altri sono ormai vuoti O_o
    A-I-U-T-O!

  3. IN BOCCA AL LUPO!

  4. io dovrei dare via le cose di sarah, ma lui non vuole, però non vuole un altro figlio. MA che enigma questi uomini

  5. Ciao!
    Sono giunta sul tuo sito solo oggi, ma credo che abbiamo tante cose in comune… compreso caos e lungo elenco delle cose da fare 😉

    Ma tu, a chi dai le cose che non usi? Io non saprei da dove iniziare…
    Buon lavoro

    • Sara Salvarani dice:

      Io sono fortunata perché nella nostra provincia c’è una Caritas molto attiva con un centro di recupero dove parte delle cose viene distribuita direttamente a chi ne ha necessità e parte viene pulita, se serve aggiustata e venduta per finanziare le varie attività, reinserendo fra l’altro nel mondo del lavoro disabili, disoccupati e altre categorie deboli.

  6. Io invece devo ancora capire come sistemare i mobili della casa precedente in questa nuova che è più piccola, ahimè… Quando tra un mese arriveranno e non saprò dove metterli vi chiederò consiglio!

  7. agrimonia dice:

    Da circa un anno ho scoperto la bellezza del mercatino dell'usato, le cose belle di noi tre le porto lì, i vestiti di Bimba invece li ho datti alla mamma della Tata che ha un'amica con una bimba piccola, quelli di Prince (tre scatoloni) dopo averli portati alla caritas avevo saputo che "alcune pie donne" sceglievano le cose belle e se le portavano via per loro e così preferisco darli a chi conosco oppure rivenderli

    p.s. non volgio infierire, ma allora il bis è proprio definitivamente accantonato

  8. Mammachetesta dice:

    @Elisabetta l'importante è iniziare da qualche parte!

    @Linda eh…secondo te perchè devo riordinare la mansarda?!!?

    @MammaMoglieDonna grazie, ne avrò bisogno.

    @Mammadifretta lasciamo perdere va'! Il mio ha ceduto solo in ospedale. Saranno stati i farmaci?

    @Destinazioneestero…non ti invidio!

    @MammaCheIdea benvenuta! Io le cose di Belvetta le do' al Centro di Pastorale Famigliare della Parrocchia che abbiamo appena inaugurato. Si occupa del sostegno alle famiglie, sia materiale che spirituale, ed è "retto" da una coppia di nostri amici con tre figli (una loro, una adottata e uno in affido). Di questi tempi la roba per i bimbi è sempre più cara e sempre più famiglie hanno bisogno.
    La nostra la do' alla Cooperativa Sociale che ha la convenzione col Comune. Ci sono bidoni (gialli) in diversi punti del paese.

    @Agrimonia, è una prassi normale nei centri di smistamento ed ha una ragione pratica: normalmente la gente dà via roba al cambio stagione. Così ti ritrovi a ottobre con tonnellate di calzoncini corti e t-shirt ma mancano magari i calzettoni. E poi la biancheria è sempre poca (chi dà in beneficienza le mutande?).
    Così i volontari o chi passa dai centri lasciano una offerta minima (quando facevo servizio io erano 5000 lire indipendentemente dal capo, 15000 per i capi spalla…ora non so) e con quei soldi si comprava il necessario.
    Io conosco molti volontari e dipendenti Caritas o delle Cooperative che gestiscono questo servizio attualmente e ti posso confermare la cosa.

  9. Ti ammiro: qui gli stessi lavori sono sempre in corso d'opera… ma il risultato dura troppo poco, sob! I sacchi sottovuoto mi ricordano qualcosa, ahahahah

  10. Mammachetesta dice:

    @Piccolalory ehi…mica ho detto che li finirò!

    @Rikaformica secondo te perchè dopo 4 anni eranoa ncora lì? Però è ora.

  11. sei una grande se già sei riuscita a fare tutte queste cose. io le penso ma tutto resta sempre come prima… 🙂
    e oh… ma quanto posto tengono i pannolini lavabili?
    dovrei liberarmene anch'io ma la speranza di avere un giorno un'altro figlio me lo impedisce… mannaggia ammeee!!!

  12. Eh eh la descrizione della mansarda sembra quella della nostra mansarda…in più noi l'abbiamo adibita anche a stanza dei giochi e il bagno che è lì a lavanderia…e non so com'è massimo due giorni dopo aver messo tutto bello in ordine è di nuovo un disastro… E vabbè 🙂 ! In bocca al lupo!

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