Don Dossetti…come l’ho conosciuto io.

Lo avevo promesso a Francesca aka Panzallaria su Twitter qualche giorno fa e oggi non so perchè mi sembra il giorno giusto per scrivere un post sul giorno che ho conosciuto Don Dossetti.
Non l’ho solo conosciuto, ho avuto l’onore e il privilegio di partecipare a alla celebrazione di una S. Messa presieduta da lui.
Era il 1994.
Sì QUEL 1994. L’anno della discesa in campo di Mr. B.
Meglio ancora. Era pochi giorni dopo l’ingresso di Mr. B. a Palazzo Chigi.
Noi stavamo celebrando una messa speciale di cui ora non ricordo il motivo poichè molti erano in quel periodo i momenti per “fare festa” nella nostra parrocchia e Don Dossetti era sceso dalla sua comunità a Montesole per fare festa con noi.
Una messa splendida, piena di musica meravigliosa (la MIA musica sacra, quella fatta musicando i passi della Bibbia, quella scritta da due diacono amatissimi, uno che non ho mai conosciuto ma di cui ho tanto amato la splendida famiglia e un altro che ho sempre considerato il mio secondo padre e che ancora non ci aveva lasciati in un freddo mattino di gennaio) e di sentimenti d’amore.
A un certo punto, circa all’offertorio o forse un po’ prima, entra l’on. Pierluigi Castagnetti dell’allora Partito Popolare. Entra in chiesa e Don Dossetti smette di celebrare. Silenzio di tomba. Castagnetti si gela sulla porta.
E nel silenzio, con la voce ferma e chiara che lo ha contraddistinto fino alla fine, Don Dossetti tuona: “Vieni! Vieni avanti! Vieni avanti che ne hai bisogno! Avete visto cosa avete combinato? Siedi siedi. Ti fa bene.”.

Quel giorno ho imparato una lezione importante a “soli” 19 anni: la politica (nell’accezione aristotelica del termine e cioè la “l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano” come dice Wikipedia) non ha età, non ha sesso, non ha luogo nè tempo.
Da quando sei un ragazzino imberbe a quando esali l’ultimo respiro la politica è un privilegio e un dovere quotidiani di ognuno di noi indipendentemente da età, sesso, professione, provenienza, estrazione sociale, reddito, studi.
Ogni nostro atto è un atto politico.

E infine da cattolica fatemi dire due cose:

  1. Don Dossetti era un cristiano, un cattolico, un sacerdote (nel 1956 i primi voti religiosi per poi essere ordinato sacerdote) e mai tradì le idee che lo avevano portato ad essere a capo del CNL di Reggio Emilia e membro della prima Costituente nonchè della Sottocommissione che aveva come compito di stilare i “diritti e doveri dei cittadini”. Questo mi ha insegnato che la fede cristiana non può prescindere da un certo orientamento politico perchè nella libertà di scelta si fonda la grandezza della Chiesa e dell’insegnamento di Cristo.
  2. Troppo spesso in politica tutte le parti (destra, sinistra, centro) hanno strumentalizzato i valori cristiani ai loro fini e altrettanto spesso la Chiesa è cascata con tutte le scarpe in questo tranello spaventata dalla fatica di non saper più trasmettere con l’esempio i propri valori e illudendosi quindi che imporli per legge fosse l’unico sistema per portarli avanti. Nulla di più illusorio. Nulla di più lontano da quelli che sono gli insegnamenti del Cristo e di questo monaco semplice, intelligentissimo, caustico e pieno d’amore che era Don Dossetti.

Commenti

  1. Grazie per questo post.
    Secondo me pochi credenti hanno il coraggio di dire certe cose ad alta voce, e sappi che anch'io la penso esattamente come te!

  2. Che fortunata, ti "invidio" un po' per avere partecipato a una messa con don Dossetti! Sul cattolicesimo la penso proprio come te, e non solo da questo post ma in generale…

  3. Bellissimo questo post. Complimenti!

  4. grazie davvero. a Montesole sono stata davanti alla sua tomba e l'ho fotografata, per te. In un angolo di un cimitero, dove 100 persone furono trucidate dal lato oscuro che è in ogni uomo. grazie per questo post che sento molto nelle mie corde….panz

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