11 settembre 2001

Sono passati undici anni.
Lo ricordo bene.
All’epoca avevo due lavori: conducevo una ricerca per il Centro Ricerche in Produzione Animale sull’essiccazione dei foraggi biologici la mattina lavorando da casa e al pomeriggio invece facevo l’ASPP per una nota azienda di moda emiliana.
Iniziavo a lavorare al PC la mattina presto, verso le 8, con la TV in sottofondo per compagnia mentre elaboravo i dati di temperatura e umidità del foraggio in essiccazione.
Ero sintonizzata sui Rai Uno e le trasmissioni furono interrotte per dare notizia del primo aereo schiantato.
Il secondo l’ho visto in diretta, come milioni di persone, entrare nella seconda torre.
Ho visto la gente lanciarsi dalle finestre.
Ho visto il fumo.
Ho visto il fuoco.
Ho visto i palazzi collassare e uccidere chi ancora aveva una speranza di farcela.

Pochi mesi prima avevo avuto un orribile incidente in macchina, complice la nebbia e una congestione da pappardelle all’anatra mandate giù con i litro e mezzo di acqua gassata gelata a mezzanotte.
Mi hanno tirata fuori dalla macchina in fiamme, finita in un canale di irrigazione, poco prima che scoppiasse.
Mi ricordo bene il fuoco che entra dall’abitacolo col vetro infranto.
Mi ricordo bene la mia unica preghiera “Fammi soffocare ma non morire bruciata”.
Mi ricordo quella voce che mi urla “Sei sola?!?”
Io che rispondo di sì.
Lui che mi dice “Allunga un braccio”.
Io che esco fuori.

Io so cosa ha provato ogni singola persona rimasta sopra la linea delle fiamme.
So perchè si sono lanciati dalle finestre.
So cosa vuol dire vedere le fiamme che si avvicinano e preghare “Dio se non puoi salvarmi fa che non capisca”.

A me è successo per una sfigatissima serie di circostanze.
A loro per l’odio allo stato puro.
Nessuno merita questo.
Nemmeno chi lo ha fatto.
Oggi il Vangelo parlava di perdono e il sacerdote ha ricordato chiaramente le vittime di 10 anni fa rammentandoci che in questo sta la grandezza del messaggio cristiano: ognuno merita perdono, anche i colpevoli di quello. Perchè a noi è riservato lo stesso trattamento.
In questo sta il miracolo: nel perdono, nel non cercare vendetta. Giustizia certo, ma non vendetta.
Questa è civiltà.

Commenti

  1. ma quanto è difficile il perdono? Quanto è necessario non dimenticare?

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