Fate le cose abbastanza bene, evitate la perfezione

Siete abituate a raddrizzare i quadri?
A cambiare tutti i font di un documento finchè non sono perfettamente uguali?
A definire gli stili di titoli e sottotitoli in word in modo che gli indici si creino in automatico?
A non sopportare i perchè scritti con e’ finale?
Ecco…questi sono sintomi di un perfezionismo preoccupante.
Io ovviamente ce li ho tutti.
Tranne che per la casa, lì sono più easy per fortuna.
Ma ho sempre paura di non essere “abbastanza”.
Conoscete la sindrome?
Bene.
E’ inutile.
Perchè quel tempo e quelle energie che investiamo per arrivare alla perfezione sono infinitamente più grandi del vantaggio reale che la perfezione porta.
Se io ho fatto il lavoro preciso al 95%  finirà che per fare quel 5% di perfezione userò in proporzione un tempo e un’energia molto più elevati che per tutto il resto e la vera domanda è: SERVE? E’ davvero necessaria la perfezione?
Ok, se sono un cardiochirurgo ed ho le mie manine sante nel petto aperto di qualcuno la perfezione serve, ma per tutto il resto?
Serve davvero controllare ottomila volte quel documento che stiamo scrivendo per poi…consegnarlo in ritardo? O farci venire un tale mal di testa da non riuscire poi a ragionare lucidamente?
Serve reprimere il normale sentimento di antipatia che a volte ti suscitano i figli per poi magari sfogare tutto assieme in un urlo belluino o in un’acidità verso terzi (di solito il marito…ehm…ehm) per non scalfire la nostra immagine di “brava mamma”?
Io ho fatto una scoperta: no, non serve.
Come dare un esame in ritardo all’università, metterci mesi a prepararlo, per un 30 che magari prima sarebbe stato un 28. E che differenza fa? Sapete che io mi sono laureata con un voto basso ma in corso e non ho mai smesso di lavorare da due anni prima di laurearmi? E questo è stato di grosso aiuto ovviamente in un momento di crisi economica come gli ultimi anni in cui avere un contratto a tempo indeterminato era fondamentale per sperare di avere uno stipendio.
Poi ci mettiamo anche che la mia è una laurea tecnica e in espansione e questo aiuta, ma ho amici laureati con voti più alti dei miei ma fuori corso che ancora non hanno un contratto. E non sono degli stupidi ma semplicmente hanno “perso il treno”.
Questo voglio dire: a volte per rincorrere la perfezione perdiamo occasioni che ci passano davanti semplicemente perchè siamo troppo concentrati a fare altro. Magari semplicemente perdiamo l’occasione di goderci un nuovo fiore in giardino con nostro figlio perchè siamo troppo impegnate a riordinare casa o preparare la solita cena primo-secondo-contorno-dolce quando basterebbero salumi e insalata.
Io penso che fare le cose bene e nei tempi giusti, senza prosciugarsi le energie sia il segreto, oltre che della sopravvivenza mentale ed emotiva, anche del successo.
Magari non di quello economico (non sono di sicuro milionaria!) ma di quello che ti dà la voglia e la soddisfazione di alzarti la mattina perchè la tua vita ti fa sentire “a posto”.

Commenti

  1. penso che nessuno sia perfetto.. e che come hai detto tu.. chi è, maniaco del perfezionismo è perchè cè qualcosa che nonva.
    mia mamma era ossessionata per la casa.. ora per fortuna non più!!!!!
    il trucco? secondo me bisogna sapersi organizzare

  2. Brava, ti sei sfogata!
    Devo che per natura sono una perfezionista anch'io, ma ultimamente sono diventata molto più easy…

  3. mhhh… e sei anche disposta a condividere la ricetta per la guarigione???

    Firmato: un'incallita perfezionista

    😀

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