E’ martedì…decisamente martedì

Nel mio lavoro i matti si svegliano il martedì. Quando va male male il lunedì pomeriggio.
Credo dipenda dal fatto che il lunedì sono incasinati con le cose per loro “importanti” e quisquilie come la sicurezza ritornino nei loro cervellini squinternati solo il giorno dopo.
Oggi me ne son toccati tre. Mica pizzi e fichi.
La prima storiaccia è iniziata ieri. Vado a un funerale, torno in ufficio e mi trovo una mail del B-figo in cui mi gira la richiesta di chiarimenti di una cliente sulla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato. Richiesta inviata alle 9.57.
Mi dice di chiamarla in mattinata.
Finisco un lavoro e alle 12.00 la chiamo. E’ fuori, torna all’una. Ma io alle 12.30 stacco.
Stamattina mi trovo un’altra mail del B-figo che me ne gira una sua dell 16.11 in cui comunica che non l’ho ancora contattata.
Ovviamente essendo io carogna nell’anima la richiamo, le dico che l’ho cercata e LEI non c’era e le spiego quello che voleva sapere. Da notare che questa non capisce nemmeno la semplice equazione

capoufficio = preposto
La prima stordita. Ma questa era facile.

Poi il secondo. Maschio stavolta. Titolare di un’azienda che mi chiede se “dobbiamo fare qualcosa per la sicurezza” visto che era un po’ che non sentiva il mio capo. Gli chiedo se ha un contratto di assistenza e lui “Certamente!”. Controllo e ovviamente non ce l’ha. Guardo la cartella coi loro documenti…ultimo aggiornamento della valutazione dei rischi? 2007. Perfetto considerando che nel 2009 andavano rifatte tutte e non è più valida.
Come se non bastasse inzia a chiedermi “ma perchè allora pago l’Unione Industriali? ma devo proprio?!?”. E io che ne so?!!?
Va beh…lo sbologno al capo e cerco di finire lo stress di una valutazione del rischio da stress. Lo so…sono alla demenza.Però c’è IL TERZO MANDORLONE A PUNTATE. Sì perchè questo è uno di quei clienti che non fa quasi nulla, vuole sempre sconti e in più rompe i maroni come una ditta da 400 persone con contratti di assistenza da 5000 euro all’anno.
Riassumo perchè a confronto Omero era uno sintetico: facendo per loro la valutazione del rischio (da qui in avanti VDR) da stress ho scoperto che hanno dichiarato come datore di lavoro la moglie/socia del titolare…peccato che invece il datore di lavoro sia lui! Questo per la sicurezza è un casino che va dalla falsa dichiarazione alla pubblica autorità, all’annullamento di tutti i documenti di valutazione del rischio, al dover rifare i corsi per responsabile servizio prevenzione e protezione. Un “errorino” che gli potrebbe costare qualcosa come 10.000 euro se li beccano. Ci ho messo QUATTRO telefonate solo oggi per fargliela capire. Più una col loro commercialista. Non so chi dei due era più disperato.

Decisamente è martedì.

Commenti

  1. mamma mia come non ti invidio…forza che il giorno finirà…resisti!!!

  2. ce la farai…..siamo tutte con te!!!

  3. Il tuo martedi è come il mio venerdi pomeriggio.
    Che disastro…

  4. brrrrr… ed io che ho sempre pensato di voler fare valutazione del rischio stress ecc… è evidente che è ben più complessa di quello che posso immaginare!!!

    comunque, sorridiiiiii!!! è solo martedì! di solito il mercoledì come procede?

  5. per questo non ho fatto la valutazione sul burn out(rischio di ritrovarsi depressi a causa dei troppi morti eo malati gravi che hai visto)…
    Quella del cliente senza contratto d'assistenza la conosco ..uno dei casini di papàdifretta, e lo chiamano al cellulare di domenica, ma lui li fa schiattare.

  6. @valepi ma come mai dovevi farla? nel senso: di solito la fa il consulente insieme al RSPP…è il tuo caso?

    @MDF non è una cosa facoltativa: entro il 31 marzo la vvdr stress VA FATTA.

  7. io parlavo di tesi, mica di controllo..io mi laureo ad aprile!

  8. Ahahahahah! Che idiota sono!!

  9. il tuo martedì è come ogni mio giorno di lavoro
    un abbraccio quanto ti capisco!

  10. era una delle cose che mi interessava perchè di solito dovrebbe farla uno psicologo, dato che la valutazione dello stress richiede valutazioni di carattere psicologico e io sono psicologa del lavoro e delle organizzazioni… di fatto, come dici tu, per la maggior parte, la fanno i consulenti che si occupano di sicurezza & Co… da poco mi è capitato un bando per farla in una scuola, ma purtroppo la mia domanda, per colpa delle poste è arrivata fuori termine… passienza!!!

  11. tutta la mia solidarietà!

  12. @valepi in realtà la norma di legge prevede due step: un primo oggettivo in cui il medico del lavoro è coinvolto solo marginalmente ed un secondo in cui si passa alla fase "questionario individuale". E comunque anche in questa fase la scelta di coinvolgere uno psicologo viene fatta di concerto fra datore di lavoro e medico competente.
    La prima fase è su parametri oggettivi molto legati alle scelte aziendali,a lal formazione e soprattutto al contenuto della mansione anche (o forse dovrei dire soprattutto) realtivamente ai rischi per la sicurezza e salute.

  13. si, infatti, la legge non identifica figure chiare, se non ricordo male, infatti, non è mai specificato chi si debba occupare di questa cosa, nè è specificato quali strumenti si debbano utilizzare o quali aspetti vadano analizzati (tanto è vero che tutt'ora in molti ambienti si confondono stress e burnout ad esempio) è più la Guida Operativa del comitato tecnico interregionale ed evidenziare la dimensione psicologica e psicosociale del rischio stress. La questione dello stress è tutta di competenza degli psicologi e con competenza intendo che è una cosa di cui ci occupiamo, dall'analisi organizzativa fino all'eventuale valutazione individuale e alla definizione degli interventi… che poi lo psicologo sia considerato solo come la persona che si deve occupare dell'intervento in caso di malessere o in caso di colloqui individuali è un problema che come categoria noi denunciamo da parecchio prima di tutto al nostro Albo: loro per primi non sono stati e non sono in grado di creare la cultura adeguata al nostro inserimento. continuano a vedersi e a presentarci esclusivamente come psicologi clinici e questo non porta nessuna vantaggio ad una professionalità per cui si è lottato, ad esempio, per creare dei corsi di laurea ad indirizzo organizzativo… insomma, non solo siamo precari, ma anche in crisi di identità 🙂

    la verità, temo, è che ogni categoria se la canta e se la suona e di fronte ad una nuova possibilità di inserimento nel mercato (e gli obblighi sulla val. stress hanno rappresentato purtroppo questo, per molti) cerca di inserirsi con le proprie caratteristiche: secondo me gli psicologi continuano troppo a cantarsela da soli e non sono stati in grado, nemmeno in questo caso di connettersi adeguatamente al mondo organizzativo

    (p.s. scusa il papiro!!)

  14. In realtà l'ispesl ha prodotto un modello di valutazione conforme all'ultima circolare esplicativa del Ministero ed e' quelloche fa fede per lavalutazione e lasviluppa come ti ho detto (che la gente confonda stress e burnout e' verissimo)

  15. si si, lo conosco bene… è l'unica proposta in cui è riconosciuta esplicitamente la matrice psicologica dell'argomento, anche come equipe

  16. ecco…avere a che fare coi geni è una delle grandi soddisfazioni del mio lavoro…soprattutto l'ultima settimana del mese…ti capisco, hai tutta la mia solidarietà!

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