Ok mi arrendo!

Io non sono una mamma che “spinge” la figlia a imparare presto.
In compenso ho una figlia che vorrebbe già fa la “niversità” (università).
E che vedendo le amichette più grandi a scuola (lei lega più con i grandi che con i coetanei con mia grossa ansia per motivi che un giorno confesserò) ha preteso di imparare le lettere.
E se dico “preteso” è perché non mi ha dato tregua: ogni cosa viene da lei trasformata in un motivo per leggere, provare a scrivere, ecc…
Vi dirò che questa cosa a me non è mai piaciuta.
I bambini crescono già tanto in fretta, più in fretta di quanto non facessimo noi, e anticipare ancora le tappe mi sembra sbagliato.
Quindi non ho mai avuto un “progetto didattico” in testa e ho presto abbandonato i vari metodi Montessori e Steiner lasciandoli alla scuola (da noi vengono largamente usati anche nelle strutture non dichiaratamente steineriane o montessoriane).
Le cose che noi facciamo a casa sono per puro e semplice DIVERTIMENTO, senza nessuno scopo prefissato, senza nulla da imparare, e se impara qualcosa è perché “è successo” non perché ci fosse un progetto dietro.
Non voglio crescere una figlia “che deve arrivare” o “che deve imparare presto le lingue perché servono e forse un giorno vivrà all’estero”.
Non mi piace. Non lo sento tagliato su di me, su di noi, sull’idea di crescita che abbiamo io e DaddyBear.
So che fra chi fa scelte diverse dalle mie e la mamma tigre corre un abisso e tante amiche e anche tante mie lettrici/blogger che amo leggere si comportano diversamente da me, ma io non ce la faccio.
Sarà pigrizia, sarà poca lungimiranza ma per me i bimbi son bimbi e devono crescere…slow.

Però…però…ora mi arrendo.
RJ casa. Interno sera di S. Valentino. Belvetta e io disegniamo dopo cena. Poi lei mi fa “Mamma scriviamo una letterina. Prendiamo un foglio e lo pieghiamo così…” e lo ha piegato in due. Allora, visto che per S. Valentino non avevamo fatto nulla di nulla,  le ho detto in un orecchio “Scriviamo un biglietto di S. Valentino a papà?”.
E lei subito è partita entusiasta dicendomi cosa disegnare.
Ho firmato io e tenendole come sempre la mano (dice sempre “Aiutami mamma che da sola non sono capace!”) l’ho aiutata a fare la sua firma.
Abbiamo dato il biglietto a DaddyBear, baci abbracci, commozione a fiumi e lui che le dice “Questo lo porto in ufficio domani!”.
Ma la par condicio in casa nostra è legge. Ergo subito ha dovuto fare un altro biglietto per me. Ha disegnato una ciotola sulla copertina, fiori e un prato dentro e una banana dietro.
Io le faccio i complimenti e mi giro un attimo per rispondere a un sms.
Mi rivolto ed ecco cosa trovo scritto sotto la ciotola:

Tutto da sola.
Per la prima volta ha scritto il suo nome da sola.
Quindi mi arrendo: se vuole imparare imparerà. Mia madre ha detto che mi passerà del materiale sul Metodo Doman per insegnare a leggere ai piccoli. Potete trovare qualche informazione qui.
Mia mamma è un ex-insegnante di scuola media. Di lei ho molta stima in generale e in questo ruolo in particolare. Parlavamo ieri sera dopo “l’evento” e mi diceva di approfittare di questo momento d’oro, di farle vedere la lettura e la scrittura come un gioco divertente in modo più che da insegnarle per avere un RISULTATO (come mi conosce mamma mia nessuno al mondo!) , da farle vedere l’imparare come una cosa bella e che fa stare bene. A suo parere questo crea un approccio positivo alla scuola che poi fa andare via molto più lisci alle elementari.
E in effetti mi ricordo come questo funzionò con me che avendo mia sorella maggiore arrivai alle elementari che non solo sapevo contare, ma sapevo fare le prime semplici operazioni, conoscevo a memoria poesie intere, leggevo con cognizione le centinaia e le migliaia.
Non amavo leggere invece perché lì mia madre ammette di aver esagerato: vista la passione di famiglia per la lettura insisteva perché anche io amassi i libri e questo non funzionò. Ci volle mia sorella che mi lesse “Storie della storia del mondo” per farmi scoprire il fascino di leggere. Ero in prima elementare e ancora devo fermarmi.
Quindi la mia filosofia sarà: ok, se vuoi imparare mi documento e proviamo.
Però non la forzerò mai, non insisterò mai, non seguirò un “programma” di tipo didattico specifico.
Però smetterò anche di cercare di farle sembrar noiosa la cosa…tanto non funziona!!!!

Commenti

  1. ma siii roccia
    come un gioco, quando capita, quando lo chiede, altrimenti fai l'errore contrario di tarpare una sua curiosita'
    io a quattro anni sapevo leggere e scrivere e mia madre non era una tigre, t'assicuro.
    allo stesso tempo son sempre stata una pigrona nonostante mio padre fosse uno sportivo e mi avesse comprato la bicletta da subito, poi i pattini etc etc.
    questa e' natura, e' carattere. semplicemente mia madre mi aiuto' a coltivare una mia tendenza naturale.
    voglio documentarmi anch'io su quel metodo!

  2. ma si dai, va benissimo che abbia voglia di imparare..si vede che è una bimnbetta sveglia…se lo vuole lei e non sei tu che glielo imponi va benissimo…

  3. Sono d'accordo con caia, se si gioca si può fare tutto: in fondo quando scopriamo che al nostro cucciolo piace un certo tipo di gioco, non ci procuriamo tutte le possibili variazioni e declinazioni? l'importante è che rimanga un gioco, senza aspettative e scadenze…io ho iniziato le elementari senza saper scrivere il mio nome e senza conoscere i numeri, semplicemente perchè tutti (genitori, fratello più grande, cugini…) cercavano di insegnarmeli e io, quando tutti si aspettano che faccia qualcosa, mi sale l'ansia da prestazione e poi mollo tutto!

  4. vedo che anche nel tuo caso…le mamme hanno sempre ragione?
    secondo me sei sulla buona strada…..

  5. Io penso che se è lei che ti chiede di imparare non ci sia niente di male.Certo se tu la costringessi per soddisfare un'orgoglio di mamma di quanto è avanti e brava la mia figliola (e credimi, ce ne sono tante di mamme così, che mandano i figli a scuola un anno prima solo per vantarsi di quanto sono intelligenti i loro pargoli)allora il discorso sarebbe diverso. Anche io sono contraria all'insegnamento didattico prima del tempo, penso che di scuola ce n'è già tanta così, senza farli cominciare prima e soprattutto penso che finchè possono, per loro, il gioco deve essere la loro attività primaria. Ma se Chichi mi chiede di insegnargli a scrivere il suo nome piuttosto che a riconoscere i numeri, non mi tiro indietro. Tanto è già lui che quando si stufa mi molla sul trentuno per andare a far altro!!!
    Un abbraccio

  6. ricordi quando pochi mesi fa commentavi un post in cui c'era la foto della scritta pàpà fatta da sarah??tra l'altro un pò più grande di ida…"è precoce".."la mia non sa neanche le lettere"….mai sottovalutare le nane..
    Sarah all'asilo ha mandato le maestre sotto shoc..scrive il suo nome ovunque…
    Io ho usato il metodo doman all'acqua di rose..senza seguire i tempi del libro…e sarah giocava a far leggere i cartelli alle bambole…

  7. non conoscevo questo metodo, interessante. la mia a 2 anni conosce la 0 la A e la E perchè mi ha chiesto cos'è questa (su un giornale) e io le ho semplicemente risposto. ora dovunque le vede "mamma la A, mamma la E" come si fa a fermarle quando sono loro che tirano…un bravissima alla tua bimba e non ti preoccupare, assecondala, tanto te ne accorgi quando poi è troppo.

  8. se è tutto sotto forma di gioco, perché no? Non è che ti metti lì con la bacchetta, no? Se ha voglia di imparare, imparerà che tu lo voglia o no. E' una bimba sveglie e intelligente. Viva Belvetta!
    p.s. io ho imparato a leggere su Topolino.
    A 5 anni.
    E non andavo all'asilo.
    fai te, lo sai che non sono un genio (tutt'altro), ma la passione per la lettura c'era già 😉

  9. ciao. bel post ( e grazie del link e del tuo commento)
    Il segreto è proprio questo: non avere come obiettivo quello di insegnare nulla – tantomeno di far diventare i bimbi dei piccoli genietti.
    Tutto deve essere un gioco, un divertimento. E deve esserlo davvero, non deve essere un insegnamento mascherato da attività ludica. Dobbiamo giocare con i nostri figli per sincera voglia di divertirsi. non per un secondo fine. Il bello dei bambini è che imparano da tutto.
    L'unica cosa su cui non sono proprio daccordissimo è la tua paura di "farla crescere". Se – e solo se – la cosa avviene naturalmente e senza forzature, impararare (a leggere, scrivere, contare, parlare un'altra lingua, piuttosto che fare qualche acrobazia) non è fargli bruciare le tappe, è offrirgli nuovi strumenti per divertirsi, esplorare il mondo e godere di tutto ciò che la circonda.
    Complimenti alla nonna!! (e ovviamente anche a te!)
    Davide (equazioni.org)

  10. @Davide probabilmente non mi sono spiegata io bene.
    La mia paura è che cresca troppo in fretta.
    Lei è una da "tutte e subito" , una che deve sempre fare, imparare, andare oltre i suoi coetanei, sfidare chi è più grande e fare meglio.
    Ecco…proietto questo sui 12-16 anni e mi viene l'ansia!

  11. massì certo certo! anche noi in realtà siamo spesso preoccupati di come si relazionerà con maestre e coetanei – ci spaventa l'idea che possa fare "il saputello" oppure che venga un pò snobbato e considerato "secchione".
    E si ci facciamo pure noi dei film su come potrebbe comportarsi da adolescente che nemmeno ti immagini.
    ciao e a presto

  12. agrimonia dice:

    hai svuotato la confezione di kleenex? io avrei pianto come una fontana

  13. bè non penso che sia "spingerla a bruciare le tappe" se è lei che lo chiede. Del resto, negarle questo momento che evidentemente per lei è importante, non sarebbe un po' "tarparla"?
    Io penso che i bambini, più piccoli sono più vale, sappiano esattamente come regolarsi. Se la cosa diventasse stressante x lei, semplicemente penso che smetterebbe di chiedere. Quindi per me non devi farti alcun problema.
    Anzi. Beata te, mi verrebbe da dire.
    Beata Ida, che sa dimostrarsi così sveglia in età tanto precoce!

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