Uguali e diversi…complementari

Non penso che uomini e donne, maschi e femmine, bambini e bambine siano uguali.
Se siamo stati creati diversi un motivo ci sarà.
Quindi penso che sia naturale anche una differenziazione nei giochi dei bambini. Ma deve essere, appunto, naturale, deve venire da loro non essere imposta da noi.
Quando Belvetta ci chiese una Barbie non mi venne un coccolone e gliela prendemmo. Ci gioca una volta ogni morte di papa.
Un po’ di più con le bambole, ma visto il suo desiderio di un fratellino mi sembra normalissimo.
Poi zappetta in giardino appena può, fa l’orto “come il mmmmmmio NonnoG”, gioca con le macchin, la pista del treno, le costruzioni. E fa la pappa “come la mamma e la nonna” (sì…DaddyBear nonc ucina, ma qui ci metto del mio perchè in cucina sono territoriale come una leonessa davanti alla tana coi cuccioli…roaaaaaaaaaaaaaar!) e spazza per terra o apparecchia aiutando papà.
Va a vedere i trattori e le mucche, fa shopping compulsivo a manco 3 anni (non gliel’ho insegnato GIURO e mi sconvolge ogni volta) e insomma…non è decisamente monotematica.
Quello che penso stia diventanto oggi come oggi un problema non è tanto lo stereotipo sui ruoli (che in Italia è ancora molto forte, ma che per necessità o virtù dobbiamo debellare per pagare i conti) ma il modo in cui si vogliono far crescere precocemente le bambine come piccole Lolite.
Ieri leggevo questo articolo su Mamme Nella Rete ed è vero: oggi le bambine sono donne in miniatura e se una volta si “limitava” al fatto di imitare la mamma a fare le faccende oggi diventa ancora più discrimenante e sessista perchè proprio sulla sessualità precoce si indirizza questa ricerca di una crescita precoce.
Intendiamoci: io insorgo quando mia suocera vedendo Belvetta che mette a posto i giochi o apparecchia o cucina dice “Ma che brava donnina! Fai le faccende come una donna grande!”. Non sono quanti pippoloni le ho fatto sul tema “se fosse maschio farebbe le stesse identiche cose perchè mangiare, sporcare e vestirsi lo si fa tutti”.
Però alla fine so che vedendo suo padre che fa “i mestieri” con me non crescerà schiava di un uomo ma pretenderà collaborazione come l’ho pretesa io avendo mio padre come modello.
La cosa davvero che mi fa paura è di non riuscire a preservarle un corretto sviluppo psicosessuale. Non voglio che come vedo succedere anche in ambienti molto protetti, a 13 anni ne dimostri 17.
Voglio che cresca serena, felice, coi tempi giusti.
E che sappia che non deve per forza inquadrarsi in un modello: non deve PER FORZA essereuna donna “come una volta” tutta casa-figli-marito, non deve PER FORZA essere una donna in carriera, non deve PER FORZA essere una post-femminista, non deve PER FORZA essere nulla.
Deve solo essere PER SE STESSA ciò che vuole. E dove non arriverà lei arriverà il suo compagno che sarà diverso da lei perchè è un uomo (e se fossimo uguali non passeremmo la vita a prenderci a male parole perchè ci consideriamo reciprocamente incomprensibili) ma avrà diritti e doveri come diritti e doveri ha lei e che l’equilibri fra i diritti e doveri dell’uno e dell’altra lo dovranno trovare assieme, loro due, nel loro modo unico e speciale.

Questo post partecipa al blogstorming

Commenti

  1. Bellissima riflessione, condivido… anche i timori per una crescita imposta e troppo rapida…

  2. che bello trovare in altre mamme gli stessi pensieri e gli stessi dubbi… ho una Principina di quasi 21 mesi e su questi pensieri mi ci arrovello da quando ancora era in pancia… non ho tecniche né soluzioni… spero solo di riuscire con il tempo a trovare con lei le strade più naturali per farla crescere serena da tutti i punti di vista: di genere, relazionali, sessuali ecc.

  3. brava, almeno un tentativo noi genitori dobbiamo pur farlo no?

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