Ok, mi arrendo: sono spaventata.

Ormai è un fisso: Belvetta si sveglia alla mattina e piange perchè non vuole andare a scuola. Mi supplica di restare finchè non arriva la maestra (all’apertura anticipata c’è la cuoca). E soprattutto non mangia.
In un mese e mezzo di scuola ha mangiato qualcosa di diverso dal pane 4 volte.
A casa mangia sempre meno anche le cose che le piacciono di più come la carne.
E si innesca un circolo vizioso. So che sbaglio ma non resisto e quando mi cheide qualcosa gleilo do: un pezzo di pane, due cucchiaini di yogurt, un biscotto.
I quantitativi però sono questi.
Non mangia uno yogurt. Ne mangia un cucchiaino o due.
Non mangia 6 biscotti. Ne mangia uno.
L’unica cosa che mangia è il pane.
Ieri l’impasto della torta (due cucchiai in tutto).
Ipotesi uno: sfoga così l’inserimento alla nuova scuola.
Però in compenso adora la maestra che mi dice che è serena tutto il giorno e ifatti la vado a prendere e mi dice che si è divertita. Ieri mi fa “Mamma è stato molto bello!”.
Poi però alla mattina arriviamo, vede la cuoca e non mi molla. Oggi sono andata in un’altra stanza a prendere la borsa e lei si è lanciata fuori in lacrime a quattro zampe cercandomi (con quella DEFICIENTE della cuoca che la teneva per le gambe).
Ho parlato con la maestra e ora lei parlerà con la direttrice e decideremo il da farsi.
Ipotesi due: ha sentito i miei discorsi sul fatto che sono grassa e non mi piaccio e ora digiuna.
Io per la prima volta dallo svezzamento sono in paranoia dura.
Giovedì la porto dalla pediatra per un controllo ma penso che oggi quando andrò a trovare la Migliore Amica chiederò a sua madre (ped in pensione) di darle un’occhiata o almeno un consiglio.
Non sono una madre ansiona. Mai stata. Ma ora ho paura (e son incazzata con la cuoca della scuola che non mi piace dal primo giorno!).

Commenti

  1. Ipotesi uno: ok, hai già fatto la cosa giusta, secondo me, parlandone con la maestra e deciderete insieme una soluzione.
    Ipotesi due: non credo …
    Terza ipotesi (magari è un ipotesi del piffero): anche Belvetta "odia" la cuoca, e riversa anche a casa il rifiuto per il cibo.
    Dai, cerca di star tranquilla..
    Baci

  2. Cara ti capisco e penso che il disagio sia in effetti dettato dalla cuoca (che tutte, secondo me, ora ci rappresentiamo come un donnone dai modi bruschi)… hai fatto benissimo a parlarne, anche perchè ci vuole personale specializzato per il pre-scuola, eccheccavolo!, è il momento più delicato, quello del distacco! Proverei a parlarne anche con altri genitori per fare pressioni… Oltretutto molti comuni mettono a disposizione ragazze/educatrici per queste mansioni, a costo zero per la scuola.
    Hai potuto assodare se Belvetta mangia, a scuola? Magari "fa il pieno" lì… Poi può forse funzionare farle fare merenda con qualche amichetto, o creare un rito… non ci avrei scommesso ma la canzoncina che l'educatrice intona allo spazio gioco al momento della merenda è diventata un appuntamento irrinunciabile per tutti i bimbi, quasi ipnotica :-).
    E comunque non preoccuparti, c'è di mezzo anche il cambio di stagione e l'appetito va e viene, cerca di restare serena, per quanto vigile, un abbraccio

  3. Ciao non conosco bene il tuo caso l'unico consiglio che posso darti è quello di rivolgerti a un bravo pediatra . ti racconto la mia esperienza personale .Mio figlio mangia poco ha sempre mangiato poco(di più però di quello che scrivi che mangia la tua) e quando vedo in giro bambini che s'abbuffano di pastasciutta e mangiano di tutto anch'io mi sono posta delle domande .Ho incontrato la pediatra e abbiamo affrontato questa questione insieme ,secondo lei la mia è un'eccessiva preoccupazione di mamma perchè il bambinio rientra perfettamente nelle tabelle,lei dice che quel che mangia gli è sufficiente per le sue necessità e fintanto che i parametri peso altezza rimangono giusti di non preoccuparmi.Mi ha consigliato di non dargli fuori pasto escluso la merenda e d'insegnargli io a mangiare e soprattutto di non farmi muovere da pietismo ,se non mangia quel che gli propongo non dargli nient'altro (e farlo così vincere)ma riproporglielo più tardi in questo modo avrà un'alimentazione equilibrata .Devo dire che la situazione appetito è nettamente migliorata con l'iscrizione ad un'attività sportiva ,fà nuoto con regolarità e io ho fatto una tesserina di nuoto libero così quando lui fà lezione anch'io faccio un pò di movimento e cerco di buttare giù i chili in più che ho preso durante la gravidanza .Auguroni Chiara

  4. MMM…Su questo argomento potrei consigliarti di leggere Il mio bambino non mi mangia di Carlo Gonzales, per me è stato illuminante anche se Alessandro ha sempre mangiato abbastanza, con gli alti e bassi tipici dei bambini. Io sono convinta che i piccoli siano molto bravi ad autoregolarsi, sopratutto in età prescolare. E' però altrettanto vero che un cattivo rapporto con il cibo a volte può essere sintomo di un disagio. Magari è la cuoca che proprio non gli piace e quella mezz' ora che passa con lei le rovina tutto il resto della giornata. Quello che secondo me è fondamentale mentre cerchi di capire quali sono i motivi di questo cambiamento è mantenere la routine dei pasti e i loro orari, senza intermezzi. Attendo di leggere le news!!!Cerca di essere più serena possibile, per Belvetta è importante!!!

  5. concordo in pieno con tutte: la cuoca è da scartare (ma si può prendere un bimbo per le gambe? come hai fatto a non menarla – la cuoca intendo) e anche l'ipotesi 2 è da scartare con la cuoca.
    ti posso dire che l'inizio del non mangiare (al nido) per Simo è stato l'inizio del rifiuto ed il segnale che era successo qualcosa; viceversa, anche a scuola mangia pochissimo ma si diverte da matti.
    quindi lascerei la parola agli esperti (pediatra e insegnanti) per capire cosa effettivamente si è creato.
    ciao!

  6. Anche io sto affrontando qualche difficoltà con l'inserimento alla materna di Topastro, (lui ha già 2 anni di nido alle spalle). L'ambiente nuovo, le maestre nuove, bimbi nuovi, nuove attività, è tutto diverso e non tutti i bimbi si abituano in poco tempo. Ieri e oggi, per la prima volta dal 14 settembre, il mio bimbo è entrato a scuola senza piangere nè tornare indietro a darmi l'ultimo bacio, l'ultimo saluto… Il mio bimbo ha sempre mangiato poco, pochissimo, e solo alcuni cibi. La maestra non lo sa e proprio oggi, (all'asilo mangia poco o niente), mi ha consigliato di essere più briosa la mattina quando arriviamo all'asilo e leggiamo il menu in bacheca. Tipo esclamare felice: wow! oggi ci sono le tagliatelle al ragù…ma dai, saranno mica quelle di nonna Pina?
    Tieni conto che i bimbi percepiscono la nostra ansia e si comportano di conseguenza, purtroppo 🙁
    E poi, a noi ha aiutato moltissimo, potresti farle un calendario, in cui metti 5 giorni blu e 2 rossi (sabato e domenica). Ogni mattina le fai mettere la X sul giorno corrente e le spieghi che deve andare all'asilo ma mancano solo due giorni al rosso e potete stare a casa a divertirvi. Con il mio bimbo ha avuto un discreto successo. In bocca al lupo!

  7. Dimenticavo: la cuoca non piace neanche a me! In questo noi siamo fortunatissimi, la mattina una delle maestre apre 15 minuti prima delle 8 (orario in cui comincia la scuola) e sia che si tratti della maestra dei piccoli o dei grandi, è sempre gentilissima e cerca di rendere meno duro il distacco.

  8. ciao! che brutto leggere che una persona tira per le gambe un bambino…Mhhh, dovresti dirlo a questa cuoca di avere un pochino piu' di pazienza e magari di tenerla in braccio 2 o 3 minuti intanto che ti allontani. A volte basta davvero poco. I genitori se ne vanno spesso vedendo i loro bambini che piangono e che si disperano ma poi non vedono invece quanto stanno bene dopo poco. Basta un sorriso, una carezza, una parola di conforto…non una tirata per le gambe che sembra dire: tanto tu qui ci devi stare per voglia o per forza! Il mio consiglio è di non farti vedere da tua figlia in atteggiamento ostile con la cuoca perchè lei coglierà il tuo disagio e non si sentirà sicura a stare con una persona della quale tu non hai fiducia. Fai finta di non odiarla…è difficile, lo so, ma questo rassicurerà Belvetta! Per quanto riguarda il pasto, non metterle ansia, lascia che mangi il pane se in questo momento le va e cerca di non cadere nei ricatti e di far in modo che ci sia una regolarità nel momento dei pasti a casa. La merenda a casa deve mangiarla quando c'è, magari lasciandola a metà e riprendendola piu' tardi. La cena invece deve essere un unico momento e se non mangia, parlale, dille che purtroppo, se non mangia in quel momento poi non potrà piu' mangiare (e mantieni sempre la promessa, la coerenza è difficile da applicare ma ti assicuro che è un metodo garantito!). Un bambino, come un adulto, è in grado di autoregolarsi e se la pediatra ti dice che il suo peso è nella normale, lascia che questo periodo passi. Tua figlia vive inconsciamente una forte ansia data dalla scuola e questa probabilmente ricade sul suo appetito. Alcuni bambini non dormono, altri diventano piu' nervosi…E non ti parlo di ansie per il fatto che fa fatica con il distacco, ma di quell'ansia naturale, benigna direi, che tutti abbiamo quando affrontiamo nuove situazioni. Pensa che tutto è difficile: non avere il proprio bagno, i propri giochi, imparare regole di condivisione…Ti immagini quando un adulto cambia lavoro e non sa cosa deve fare, di chi puo' fidarsi, ecc…Ecco…mettiamoci nei loro panni e sarà piu' facile! In bocca al lupo!

  9. Alcune precisazioni random: Belvetta ha sempre mangiato poco e io non sono mai andata in ansia (Gonzales è sempre stato il mio guru), ma ora sì. Sono calati troppi tipi e soprattutto i quantitativi anche dei suoi cibi preferiti (=carne).
    Seconda precisazione: viene da due anni di nido vissuti benissimo. Alla mattina alle sette e un quarto al massimo si svegliava e rompeva finchè non andavamo a scuola. Io inzio a lavorare alle otto e trenta ma un'ora prima eravamo a scuola.
    Non ho detto nulla alla cuoca per non far sentire a Belvetta la mia sfiducia in lei e per non mettere in imbarazzo una figura educativa davanti ai bimbi.

  10. Ma Belvetta è parente di Topastro?? Anche lui mangia poco e solo quello che vuole. E dopo due anni di nido sta facendo fatica ad inserirsi alla materna. Io darei ancora un pochino di tempo alla tua bimba, per abituarsi alla nuova situazione.
    MaestraLaura ha detto una cosa verissima: pensa che dovessi cambiare lavoro, all'ansia di entrare ogni mattina in un posto dove ancora non conosci nessuno, devi imparare una nuova mansione, non sai le regole del gruppo…

  11. Il Piccolo Principe sfoga così l'inserimento al nido… non piange ma non mangia, anche lui si limita al pane.

    in compenso dopo la dieta dell'avvocato, anche Ariel incomincia a fare discorsi sulla linea, sul fatto che non vuole ingrassare ecc…

    insomma indaga un po' perchè qui li abbiamo tutti e due i disagi!

    un bacione

  12. Capisco che tu sia preoccupata, ma non c'è niente di peggio dell'ansia sul cibo per innescare meccanismi negativi, un braccio di ferro psicologico, da cui tutti escono perdenti. Belvetta non deve capire quanto questa cosa ti angoscia o avrà in mano una potente arma. Nessun bambino muore di fame con la dispensa piena, rilassati e concedile pure qualche vizio, una porcheria ogni tanto è comunque nutrimento e soprattutto una cocola, che Belvetta apprezzerà.

  13. Capisco che tu sia preoccupata, ma non c'è niente di peggio dell'ansia sul cibo per innescare meccanismi negativi, un braccio di ferro psicologico, da cui tutti escono perdenti. Belvetta non deve capire quanto questa cosa ti angoscia o avrà in mano una potente arma. Nessun bambino muore di fame con la dispensa piena, rilassati e concedile pure qualche vizio, una porcheria ogni tanto è comunque nutrimento e soprattutto una cocola, che Belvetta apprezzerà.

  14. mammaofftopic dice:

    Se la giornata la vive serenamente e piange soltanto quando deve rimanere con la cuoca, allora, penso sia il caso di provare a portarla soltanto all'orario in cui ci sta già la maestra.

    Per esclusione, potresti scoprire che la scuola le piace ma vuole stare un pò più di tempo con voi la mattina oppure che la cuoca non sa badare ai bambini.

    Sicuramente lo sforzo ti sconvolgerà gli orari ma almeno per due o tre giorni prova a farlo, magari così riesci a comprendere meglio la situazione.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: