Il vecchietto del bar

Sotto il nostro ufficio c’è un bar carinissimo con due proprietari ancora più carini. Questo bar è il motivo per cui non abbiamo la macchinetta del caffè in ufficio (oltre al fatto che ne berremmo 60 al giorno a testa).
Come quasi tutti i bar emiliani ha il suo folto pubblico di affezionati avventori…ovveron il suo “Club del bianchino” che sfodera prosecco dalle 8.30 in avanti.
Poi ovviamente ci sono quelli che lavorano e passano per un caffè, la colazione, la merenda o sbafarsi i lussuriosi bomboloni alla nutella o le liffissime focacce ricoperte di ogni ben di Dio.
Fra “gli anzianotti” membri del suddetto Club c’è un signore che arriva imperterrito alle 8.20 sulla sua graziella e quando scendiamo noi per il caffè di metà mattina verso le 10.30-11.00 è ancora lì. Col suo bicchiere di prosecco e la sigaretta e la faccia di cartapecora da cui spuntano due fessure azzurre che ti sorridono.
Ti saluta sempre.
Ha sempre da accendere (io MAI).
E’ appena passato sotto la mia finestra per dirigersi verso la sua postazione.
Il mondo può andare avanti.

Commenti

  1. agrimonia dice:

    eheh anche da noi nei bar ci sono questi club, sembra che il bicchiere si riempia da solo un bianchino per tre ore di sosta al bar ed a volte c'è persino l'esclusiva del giornale…

  2. Ecco una cosa bella e suggestiva dei piccoli centri. Io, poi, gli anziani li adoro!

  3. come mi piacciono questi vecchiettini… è questa la vita di paese!

    un abbraccio

  4. i vecchietti con gli occhi chiari stretti tra le rughe sono fantastici…sono una di quelle certezze di tutti i giorni che ti rassicurano!

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